Annalisa Cesarina Carmi, Lisetta, è nata a Genova nel 1924, in una famiglia di origine ebraica: “Gli ebrei conoscono la sofferenza e credo di dovere al fatto di essere ebrea la comprensione che in tutta la vita ho avuto per chi soffre». A 14 anni venne espulsa dal liceo; si rifugiò in Svizzera con i genitori, per sfuggire alle retate degli ebrei, nel 1943. In questi anni si dedicò allo studio del pianoforte: nel 1946, tornata a Genova si laureò in pianoforte e negli anni successivi si impegnò in concerti in Europa e in Israele. La sua carriera di pianista si chiuse nel 1960, quando partecipò a Genova allo sciopero di protesta indetto contro il Congresso del Movimento Sociale Italiano. Al maestro preoccupato per questa partecipazione rispose: “Se le mie mani erano più importanti del resto dell’umanità avrei smesso di suonare il pianoforte”.
La “seconda vita”, quella di fotografa, iniziò nel 1960 dopo un servizio molto apprezzato in Puglia, seguendo l’insegnamento del suo maestro di “guardare sempre cosa c’è dietro quello che si intende immortalare”, convinta che la fotografia sia “strumento per la ricerca di verità”, mostrando autentica capacità empatica e vivo desiderio di conoscere. Per venti anni ha collaborato con diverse riviste italiane, ha presentato i suoi lavori a mostre ed esposizioni, ha avuto numerosi riconoscimenti in Italia e in altri paesi.
Nel 1965 è entrata in contatto con la comunità dei travestiti di Genova. Le foto dei travestiti erano insolite per quei tempi e vennero ritenute scandalose. Mettevano in luce il sentimento di vicinanza della fotografa genovese con le figure emarginate dalla società, presente anche nella maggior parte dei suoi reportage. Accompagnate dai testi delle interviste dello psichiatra psicoanalista Elvio Fachinelli vennero pubblicate in un libro del 1972.
Negli anni successivi raccolse molti riconoscimenti e premi per i suoi servizi: Ezra Pound, i Provos olandesi, il Cimitero monumentale di Genova, la Firenze alluvionata, Israele dopo la guerra del 1968, il parto naturale. Fece numerosi reportage al termine dei molti viaggi in Italia, nei paesi sudamericani e asiatici. Nel 1974 Carmi si recò a Belfast per fotografare la città scossa dai conflitti fra repubblicani e lealisti e nel 976, in India, incontrò il maestro Babaji, che la motivò a cambiare vita tanto che al ritorno si traferì in Puglia dove si dedicò alla diffusione degli insegnamenti del suo maestro e ad una vita di meditazione. E’ morta nel 2022, a 98 anni.
Ha pubblicato diversi libri tra i quali I travestiti (Roma, Essedì Editrice, 1972), Acque di Sicilia, con Leonardo Sciascia (Bergamo, Dialmine, 1977), L’ombra di un poeta. Incontro con Ezra Pound (Milano, O Barra O edizioni, 2005), Lisetta Carmi. Ho fotografato per capire (Roma, Peliti Associati, 2014), Lisetta Carmi. La bellezza della verità (Roma, Postcard, 2018), Shri Babaji Mahavatar dell’Himalaya (Roma, Postcard, 2019)
E’ in corso dal 22/09/2022 fino al 22/01/2023 la mostra Lisetta Carmi. Suonare forte” presso le Gallerie d’Italia di Torino. torino@gallerieditalia.com, www.gallerieditalia.com/it/homepage/torino/

Pubblicazioni
Lisetta Carmi, I travestiti, Roma, Essedi Editrice, 1972.
Lisetta Carmi e Leonardo Sciascia, Acque di Sicilia, Bergamo, Dialmine, 1977.
Lisetta Carmi, L’ombra di un poeta. Incontro con Ezra Pound, Milano, ObarraO Edizioni, 2005, ISBN 9788887510218.
Lisetta Carmi, Lisetta Carmi, ho fotografato per capire, a cura di Giovanna Chiti, Roma, Peliti Associati, 2014, ISBN 978-8889412602.
Lisetta Carmi, La bellezza della verità, a cura di G.B. Martini, Roma, Postcart, 2018, ISBN 978-88-98391-84-4.
Lisetta Carmi, Shri Babaji Mahavatar dell’Himalaya, Roma, Postcart, 2019, ISBN 978-88-98391-91-2.[36]

Le opere

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