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12 giugno: giornata per il quarantennale del Centro Alfredo Rampi

Sabato 12 giugno 2021
“Più in là – Oltre la resa”
Auditorium della Conciliazione
40 anni dalla morte di Alfredino
40 anni dalla nascita della Protezione Civile
e del Centro Alfredo Rampi

 

A volte chiedersi qual è l’origine di una fondazione permette il riemergere di una storia, il Centro Alfredo Rampi e la nascita del Ministero della Protezione civile sono legati alla dolorosa vicenda di Alfredino avvenuta nel 1981. Come in una brutta favola un bambino di 6 anni cade in un pozzo artesiano, nessuno riuscirà a salvarlo. Non esisteva un sistema organizzato di soccorsi e un coordinamento dei soccorritori. Solo dopo undici anni dalla tragedia fu varata la legge sul sistema nazionale della Protezione Civile. In questi 40 anni il Centro Alfredo Rampi, voluto dai genitori di Alfredo insieme ad un gruppo di volontari tra cui Daniele Biondo, psicoanalista e redattore del Portale, ha lavorato alla diffusione di una cultura della prevenzione e fondato la psicologia dell’emergenza.

Sulla cultura della prevenzione c’è ancora molto da fare, la prevenzione ha a che fare con una forma di attività legata all’esperienza e su questa riflette, ciò consente di anticipare la realtà. Prevenzione significa anche prendere tutte le precauzioni necessarie perché un evento negativo o dannoso non si verifichi, come cadere in un pozzo. Prevenzione e solidarietà sociale sono state davvero due componenti importanti in questo periodo di pandemia e il valore assegnato alla tutela della vita, di tutte le vite, supera ogni altra finalità.

Il Centro Rampi è stato in prima linea durante la pandemia ed è stata una delle quattro associazioni nazionali di psicologi che hanno risposto ai cittadini che chiamavano il numero verde del ministero della salute e della protezione civile a cui sono arrivate ben 50 mila telefonate.

Durante la Pandemia anche la Società di Psicoanalisi è stata a lungo attiva con un servizio gratuito di consulenza e prevenzione aperto a tutti coloro che avevano bisogno di parlare e di ricevere aiuto per l’insorgenza o l’intensificarsi di paure, angosce, disagi, fragilità e difficoltà proprie o dei propri figli o di altri membri della famiglia. Le esperienze sono state raccolte in un libro dal titolo “L’Ascolto psicoanalitico in emergenza” a cura di A. Nicolò. Anche molte persone anziane hanno usufruito di questo servizio suscitando la meraviglia e tante domande in noi consulenti, il bisogno di raccontare la propria storia e il desiderio di essere ascoltati non si esaurisce con l’età, resta un segno di vitalità che non si estingue.

Lavori enormi quelli della prevenzione e dell’emergenza frutto di tante esperienze a volte nate nel dolore.

Vorrei anche ricordare un altro intervento, attivato e coordinato dal Centro Rampi in collaborazione con il Comune di Roma, a seguito del terremoto del centro Italia del 2016. Un intervento nella fase dell’emergenza di ascolto e consulenza psicologica con le famiglie dei terremotati, in cui è stato davvero importante accogliere il dolore e valorizzare gli aspetti vitali che si riescono a rintracciare anche nelle storie e nelle situazioni più disperate, che, se valorizzate, costituiscono il nucleo di rielaborazioni significative. Altro fattore importante è stato supportare la dimensione collettiva dell’esperienza del terremoto da cui la scelta di privilegiare il lavoro con le famiglie.

In alcuni casi lì dove necessario è stato attivato un servizio di psicoterapia.

Fu organizzata una Giornata al Centro di Psicoanalisi Romano nel 2018, dal titolo “La psicoanalisi nel trauma e nell’emergenza” per presentare e discutere questa esperienza. È interessante e importante riflettere sulle possibilità di adattare il dispositivo analitico a intervenire in contesti di cura diversi rispetto ai trattamenti tradizionali.

Per ricordare l’anniversario del quarantennale del Centro Alfredo Rampi sabato 12 giugno si svolgerà l’evento “Più in là – Oltre la resa” all’Auditorium della Conciliazione dove presenzieranno anche i genitori di Alfredino.

Da Maestrale di Eugenio Montale:
“…Sotto l’azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai: ché tutte le cose pare sia scritto: “più in là”

Gabriella De Intinis

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