E’ disponibile la registrazione dell’evento “Grande Meraviglia. Dialoghi con l’autrice”
E’ presente, nella sezione Eventi, la registrazione dell’evento Zoom “Grande Meraviglia. Dialoghi con l’autrice”, avvenuto in data 29 marzo 2024.
Ha aperto l’incontro
Tito Baldini (Ordinario SPI e Presidente del portale Psicoanalisi e Sociale)
Chair
Nadia Muscialini (Psicoanalista SPI, Dirigente SSN, esperta in prevenzione e contrasto alla violenza di genere)
Ha dialogato con Viola Ardone
Maria Rosa Irrera (Psicologa e dottoressa in lingue e letterature straniere – Lettrice gruppo Sallo)








Confesso (con un poco di vergogna) che non conoscevo Viola Ardone, o meglio detto, la conoscevo di nome ma non ho mai letto nulla di quanto ha pubblicato.Per fortuna sono in tempo a rimediare e ho già mandato richiesta alla nostra libreria di fiducia di metterci da parte i titoli disponibili. E’ stato amore a prima vista….solo ascoltarla è stato una esperienza di profonda intensità, ora ci diletteremo a leggere quanto già immagino una sublime emozione. Grazie Baldini, Grazie Nadia, Grazie Maria Rosa e grazie Sallo per questo dono inaspettato.
Ora ho letto due dei suoi libri, il primo, Una Rivoluzione Sentimentale, e l’ultimo,Grande Meraviglia. Letti entrambi in un paio di giorni, quando inizi non riesci a smettere.
E’ cresciuta molto l’autrice in questo spazio di tempo fra i due lavori, ma si percepisce il dono che ha di riuscire farti evadere del quotidiano per entrare in pieno nelle sue storie.
Non sono storie banali e fantastiche come avviene in molti romanzi, sono storie di vite reali, di vite di tutti i giorni, di vite che potrebbero essere anche le nostre, infatti ,nel suo ultimo libro, mi identifico in molti passaggi.
Non voglio entrare in merito al racconto, vi invito a leggerlo, posso solo dire che a me ha trasmesso l’immensità del pensiero di Basaglia, che conoscevo, ma lei è riuscita a farmelo vivere.
Mi ha riportato con la mente al 1970,ero appena arrivato dall’estate di Buenos Aires all’inizio del inverno di Ancona, Febbraio 1970, carnevale, giornata grigia come solo nelle località di mare si riescono a soffrire, selciato lucido dall’umida nuvola che avvolge tutto, a Piazza Cavour, i bambini infreddoliti , vestiti colorati ,sfilano, corrono, ballano a suon di musica.Vedo mio zio Amleto in una panchina, Amleto era il fratello di mia nonna Dalia, fatto prigioniero in guerra in Africa, al suo ritorno a Monte Fiore dell’Aso scopre che sua moglie è scappata con il prete ( la maggior onta che si potesse soffrire in quei tempi in un paesino delle Marche) e che sua figlia appena nata è stata presa in custodia da mia nonna altrimenti sarebbe finita in orfanotrofio.Amleto non ha più nulla e non vuole più nulla per cui è “matto” e viene inviato al manicomio di Ancona. Ma la famiglia riesce a ridargli una dignità malgrado la sua resistenza a vivere. Abita in manicomio, per mestiere, veste i morti in camera mortuaria all’ospedale, entra in collera se quando chiede un bicchiere d’acqua lo riempi a metà, ricordi della sete del deserto… Quando viene in visita, cioè ogni giorno dalle 17 alle 17.15, chiede solo una tazza di caffè, ma la cucuma deve essere tutta per lui. In cambio ti porta frutta e pollo che le hanno dato in cucina in manicomio per il suo servizio di lavapiatti. Questa è la guerra e questi erano i matti di guerra.
Il mezzomondo come dice Elba, la protagonista del libro di Viola Ardone, “il mezzomondo è la casa dei matti ci stanno i cristiani che sembrano gatti:non hanno la coda, non sanno miagolare, però sono gatti.Gatti da legare”
Per I mica matti, cioè l’altra parte del mezzomondo, quelli fuori dalle mura, era più comodo tenere tutti i “difettosi” in un unico posto nascosto, cosi nessuno li vede e non esistono più”
A Bolzano, i centri di accoglienza per i senza fissa dimora sono sempre più in periferia, in zona industriale, sempre più lontani dal centro per i turisti….sono loro il nostro nuovo mezzomondo, chissà cosa direbbe oggi Basaglia…..