Presentazione del quaderno sezione Articoli scientifici del portale
Presentazione del quaderno della sezione Articoli scientifici del portale www.psicoanalisiesociale.it.
L’incontro sarà coordinato dai dottori:
Giorgio Campoli
Gabriella De Intinis
Cosimo Schinaia
L’evento è gratuito.
- Visualizza la registrazione dell'evento https://youtu.be/FC1_2WQ_sOM

alberto sonnino
SPETT. SEGRETERIA, SONO ISCRITTO ALLA GIORNATA DEL 18 FEBBRAIO P.V.. VORREI SAPERE SE SARA’ POSSIBILE A CONCLUSIONE DELLA MATTINATA AVERE UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. GRAZIE CORDIALI SALUTI. ALBERTO SONNINO
Psicoanalisi e Sociale
Buongiorno
si è possibile ricevere un attestato di partecipazione: scriva cortesemente a info@psicoanalisiesociale.it
Grazie
Cordiali saluti
La Segreteria
concetta
L’incontro di stamattina è stato molto bello e coinvolgente, vorrei ringraziare i relatori per i loro interventi e i tanti colleghi intervenuti, che a vario titolo lavorano nei servizi territoriali, nei servizi sociali e nelle scuole e che hanno testimoniato la loro esperienza personale e professionale ricca di sapere psicoanalitico e di umanità.
Testimonianze che hanno ancora una volta confermato che la psicoanalisi può dare un notevole contributo al lavoro nelle istituzioni (scuola, centri di aggregazione giovanili, ospedale, casa famiglia, ….), che può essere una risorsa per capire, analizzare, sostenere il lavoro di quanti di noi, a vario titolo, lavorano e maneggiano la sofferenza dell’anima.
Un aiuto per comprendere le diverse forme in cui si mostrano la sofferenza e il malessere e gli effetti che tale malessere produce o può produrre nel singolo e nella collettività.
Il sapere psicoanalitico non può rimanere confinato nella stanza di analisi ma deve collocarsi e andare oltre le 4 mura di una stanza, deve espandersi nell’ambiente (inteso come ambiente familiare, istituzionale, territoriale, …) perché prendersi cura dell’ambiente e mantenere un ambiente “sufficientemente sano” significa avere e protendere lo sguardo verso il futuro e le future generazioni. Sappiamo che è nell’ambiente che gli aspetti primitivi, psicotici, della psiche sono riversati e depositati; il diniego, attivato da potenti difese, può dar luogo alla costruzione di pseudo realtà, o ai cosiddetti “casi impossibili”.
La psicoanalisi ci insegna come funziona lo psichismo e come si può trasformarlo e curarlo dal profondo ma tocca sporcarsi le mani e calarsi nella sofferenza per poi poter riemergere trasformando il dolore.
Penso allora anche alla mia esperienza professionale svolta nella scuola, al mio attuale lavoro in una casa famiglia per minori e sempre di più dò forza e mi appello alla mia analisi e autoanalisi, al mio setting interno a tutto quello che ho appreso osservando ciò che accade e leggendo gli agiti in filigrana servendomi delle teorie psicoanalitiche.
Bion ci ha insegnato che la psiche si fonda sul pensiero e il pensiero nasce dalla relazione con l’altro e dalla capacità di tollerare il dolore e la frustrazione, nella capacità di pensare c’è la stessa maestria di trasformare la frustrazione, alleviandola per pensare come risolverla. Attraverso il pensiero, e il pensare insieme in gruppo (nei laboratori espressivi o nel gruppo classe) le esperienze emotive, così come pure gli agiti, si possono dotare di significato e possono poi essere trasformati in rappresentazioni.
Ma è necessario prima costruire un contenitore, un tessuto psichico, dove poter accogliere e depositare pensieri seppur primitivi che agiscono in assunti di base; formare pensiero là dove esso è assente attraverso la relazione che trasforma e traghetta verso l’accettazione dell’altro e la condivisone promuovendo una evoluzione del pensiero gruppale e del pensiero democratico. E questo è parte del mio lavoro: provare ad accendere la speranza per non rassegnarsi alla logica della disperazione.
Ma è necessario prima costruire un contenitore, un tessuto psichico dove accogliere e depositare pensieri seppure primitivi che agiscono in assunti di base; creare pensiero là dove esso è assente attraverso la relazione che trasforma e traghetta verso l’accettazione dell’altro e la condivisione, promuovendo una evoluzione del pensiero gruppale e del pensiero democratico.
Pensando allora ai tanti interventi, alle chiacchere che si svolgono nei corridoi delle aule scolastiche o davanti al distributore di merendine, nel giardino o nell’ingresso della casa famiglia per placare un agito e condurre per mano i ragazzi sofferenti nell’anima mi dico che anche questi momenti possono trasformarsi in scambi preziosi in cui mettere pensieri evoluti e poter iniziare ad apprendere dall’esperienza.