Fosforo Bianco
Il fosforo bianco è una delle tre forme allotropiche del fosforo.
È un solido molecolare costituito da tetraedri p4, uniti da forze di van der waals. Ai sensi appare solido e di colore bianco-giallastro, nonché caratterizzato dall’odore pungente dell’aglio scaduto. Il fosforo bianco, a contatto con l’ossigeno, brucia in maniera violenta, provocando una grande fonte di calore nonché una densa cortina di fumo tossico; a contatto con i tessuti molli, nel giro di pochi secondi, ne provoca la necrosi fino all’osso.
La “convenzione su alcune armi convenzionali” (ccw), entra in vigore nel 1983, ai sensi dell’ articolo 1 del suo protocollo terzo, non considera il fosforo bianco un’ arma incendiaria, per via delle sue proprietà (considerate primarie) fumogene e d’illuminazione.
Una zona d’ombra alla luce del sole.
La rubrica “fosforo bianco” si propone di raccontare queste zone d’ombra.
Nella guerra, nella Storia, nella nostra vita di ogni giorno.
Iodio
Iodio. Elemento chimico numero 53, sigla “I”. Corrosione, instabilità. In greco, “violetto”.
Il 26 ottobre 1963, Andrea Zanzotto scrive l’enigmatica poesia visiva “Microfilm”. Un indovinello a figure, in cui la parola “iodio” si trasforma in “odio”, “dio”, “io”. Un immagine dell’io allora, intima e propria come solo le immagini di un sogno possono apparirci.
Ma anche un’immagine collettiva, un’immagine della Storia. “Microfilm”, ci riporta l’intestazione, viene scritta “sotto il vajont”, e a pochi giorni dal disastro.
Per riconnettere i fili della storia che si svolge ogni giorno in ognuno di noi, e insieme della Storia che pare pronta a inghiottirci tutti, sarà utile forse prendere qualche appunto. Un taccuino di Storia in cui ogni data ci aiuti a ritrovare una radice collettiva.
“Iodio” si occupa di questo.
