ore 8.00

Rieccomi qua nel banco della scuola affacciato alla finestra a pensare ai momenti belli della mia infanzia. Ora sono in quarta superiore a pensare a quando stavo in terza elementare. Il tempo mi pare che sia volato.

Quando la prof. la si chiamava maestra oppure quando si usciva in giardino quella mezz’oretta a giocare a palla avvelenata.

Insomma, credo che ci siamo capiti!

Mi manca quando si usciva in piazza e con quattro zaini ed un pallone si giocava a calcio e perdevi quelle tre/quattro ore.

Ora invece sono sul banco della scuola con una prof. che mi spiega algebra e non ci capisco niente.

ore 13.30

Si esce da scuola, arrivo a casa, pranzo e mi metto con il cellulare.

Se era per me sarei per tutta la vita un pre-adolescente che non pensa a niente, solo a divertirsi con gli amici.

ore 15.30

Sono sul letto con i miei pensieri: sono nato in una famiglia che i soldi si guadagnano a zero litri di sudore e a dire che certa gente dice che i soldi non fanno la felicità, vado a scuola con lo zaino di tre  anni fa, a casa si fanno due pasti al giorno ed io vorrei proprio conoscere quelle persone che dicono “i soldi non fanno la felicità”. Si vede che loro non hanno mai vissuto la povertà.

Ore 15.35

Inizio a fare i compiti.

Compiti per casa: algebra.

Aspe’… io non so niente di algebra.

ore 15.38

Perdo le speranze di fare i compiti e mi metto a dormire.

Gianluigi, 14 anni