Articoli

Aprite le finestre, è tempo di metamorfosi. Elena Sofia Ciccone

Aprite le finestre, è tempo di metamorfosi!

Le modifiche all’art. 98 c.p. apportate dal d.d.l. del 23.07.2026 si traducono in un’inversione dell’onere della prova sulla imputabilità e, quindi, sulla capacità di intendere e di volere dei minori che abbiano compiuto i quattordici anni di età.

Imputabilità vuol dire capacità di comprendere il disvalore delle proprie condotte ed anche il trattamento sanzionatorio che alle stesse consegue.

Con questa modifica legislativa si presume che il minore che abbia compiuto quattordici anni abbia raggiunto un grado di maturità tale da orientare consapevolmente le proprie condotte, salvo prova contraria.

Ma se il minore è per definizione un individuo ancora in fase di sviluppo e di crescita, evidentemente affidata a terzi, ne consegue che – in caso di compimento di un reato – ciò che dovrebbe presumersi, in realtà, è il fallimento della famiglia, delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, dello Stato.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione, in particolare, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Recita così l’art. 3 della Costituzione.

Si discorre di pieno sviluppo della persona umana come obiettivo da garantire, da perseguire, da assicurare a tutti. Nessuno escluso.

Ma come può assicurarsi il pieno sviluppo di un individuo se, nel bel mezzo del cammin della sua adolescenza, si presume che lo stesso abbia avuto la capacità di comprendere il disvalore del fatto compiuto e lo si lascia a sé stesso?

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli; nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. Art. 30 Cost.

Ma, soprattutto, la Repubblica protegge l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Art. 31 Cost.

Il minore ha quindi il diritto di essere guidato, educato, orientato, protetto, non solo dalla sua famiglia ma anche dallo Stato.

Affrontare una questione così complessa, che finisce per impattare – il più delle volte – in maniera drammatica sulla crescita e sulla formazione di un individuo, con l’introduzione di una mera presunzione, piuttosto che interrogarsi sul fallimento a monte nell’educazione dei minori evoca alla mente un’immagine: Gregor Samsa che diventa uno scarafaggio – per cause a lui non imputabili – e viene confinato all’interno della sua cameretta. Non può uscire e non può farsi vedere, per lui non ci sono soluzioni. È diventato un peso per la famiglia, un peso per la società.

Si chiudono le finestre e la porta a chiave per non vedere il problema, per non affrontarlo e si porta avanti la vita nelle altre stanze.

Ormai è diventato scarafaggio, salvo prova contraria!

 

Elena Sofia Ciccone

Magistrato ordinario presso il Tribunale di Latina

5 2 Voti
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Andres Pietkiewicz
Andres Pietkiewicz
16 ore fa

👏👏👏👏👏 Bravissima Elena, sono determinanti gli interventi che aiutano a fare luce sulle crepe di certe proposte populiste che mirano soltanto a alimentare la propaganda invece di contribuire alla crescita di una coscienza umana universale.

error: Content is protected !!
1
0
Lascia un commentox