Così parlò il Protomentale – Guelfo Margherita
In dieci lezioni con un’introduzione, una ricreazione e una conclusione, il Protomentale comunica sé stesso come esplosione di oscillazioni dal caos al linguaggio e viceversa. Cosa è il Protomentale? Nell’interpretazione scelta qui per questo concetto bioniano, esso potrebbe essere il luogo dove l’aggregarsi di materia-energia crea lo spazio-tempo che oscilla dinamicamente tra la singolarità che sgorga dai punti di vista in cui è concentrata e la miriade di infiniti seriali lungo cui si espande. Esso è il crocevia tra il dentro e il fuori, l’uno e il molteplice, il corpo e la mente, il dato e il sogno. Al suo interno si aggregano i dissociati elementi costitutivi che originano il pensiero e il vuoto attraverso la parola e il silenzio.
L’oscillazione sincronica di un pendolo aristotelico tra potenza e atto che ha implicito il suo ritorno.
Cioè, in assenza di attriti, il moto perpetuo.
Dove il Protomentale si origina? Attraverso quali energie ed entità comunica? Qual è il suo rapporto con la coscienza? In quale porzione di spazio-tempo si disperde? Come allarga la sua visione del mondo, costruita dalla gabbia sensoriale della binocularità del corpo, nei collettivi della frammentazione psicotica del gruppo, che lo costruiscono come insieme unitario; oppure nella perversione fusionale pre-genitale della coppia che cerca di risolvere le confusioni transgenerazionali dell’incesto con codici e regolamenti che negano la profondità Protomentale, impendendo di comprenderla? Dalle trasgressioni agite nel transfert e nel controtransfert fino al femminicidio e alla pulizia etnica.
La materia-energia trabocca dalla camera magmatica fratturando le falde di Gibellina (la crisi istintuale minaccia il cervello individuale come fame e guerra quello sociale). Il Grande Cretto di Burri cerca di arginarla con una pietra tombale carica di lutto e di rispetto. L’incontro tra contenitore e contenuto, perché si dà attraverso membrane semipermeabili, impregna creativamente nel partorire le idee degli inesprimibili desideri fantasmatici per imbrigliare costruzioni che creano ponti di racconti.
I racconti: chi racconta a chi? Una comunità studia sé stessa e indaga le sue forme comunicative, che coinvolgono le sue componenti individuali e collettive. In dieci lezioni essa si coinvolge in linguaggi fusivi (tao) e dividenti (yin e yang). Le stesse leggi di Shannon si svolgono lungo le parabole sincroniche e diacroniche che coinvolgono le informazioni di contesto e quelle di contenuto costituenti universi della scienza, dell’arte e della mistica quali forme diverse del comunicare. Forse nella nostra epoca queste vie sono in guerra per il rifiuto di capirsi e perdere identità e potere. Riusciranno a parlarsi cercando di essere l’altro, per cui provano simpatia e ribrezzo, e quindi a capirsi?
Il fluire delle produzioni energetiche (materiali e oniriche) della collettività cerca di costruire senso e identità a un insieme complesso. Cioè, divide il loro essere insieme per imparare magari attraverso il comunicare con la parte di sé diventata l’altro.
Guelfo Margherita, Libero Docente in Psichiatria (ama paragonare la sua condizione accademica a quella di un medioevale chierico vagante con i riconoscimenti ufficiali dell’autorità universitaria e abilitato a insegnare al di fuori dei corsi canonici ciò che ritiene opportuno insegnare a chi sceglie di apprenderlo da lui), psicoanalista SPI-IPA, didatta dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo. Negli anni Settanta, come primario psichiatra, apre il suo reparto manicomiale (Ospedale Provinciale Leonardo Bianchi), con pratiche psicoanaliticamente orientate di psichiatria territoriale e psicoterapia gruppale della psicosi. Trascorre lunghi periodi di studio in California e India. Ha insegnato all’Università degli Studi di Napoli Federico II. La sua ricerca è sulle funzioni istituzionali e gruppali e sui linguaggi multipli che esse usano per comunicare. Tra i libri ricordiamo: Toccare la “America”. Il viaggio incestuoso di Ulisse dentro il corpo di sua madre (2022); Il Grande Gruppo. Osservazione psicoanalitica di istituzioni ed insiemi sociali ai margini del Caos (2021); Manicomio Addio! Storia di un viaggio psicoanalitico dentro gli strumenti della psichiatria (2016); L’insieme multistrato. Gruppi, masse, istituzioni tra caos e psicoanalisi (2012), Gaia e l’Homo Sapiens – Fanta psicosaggio (2005); Il calcio alla gabbia. Un’istituzione psichiatrica come caso clinico (1997)
ERRATA CORRIGE (NEL TESTO):
A pagina 44 riga 11 pagina 269 si legga pagina 228; riga 14 pagina 272 si legga pagina 231

