Solanin

Fumetto di Inio Asano,

Panini Comicis, 2006

Recensione di Gianluca De Ruvo

“La capitale ci disorientò entrambi, così densa di persone e complicata. È una città che ti devasta. Avevamo la sensazione di essere giunti su un pianeta sconosciuto, come due alieni. Eravamo in ansia, ma allo stesso tempo emozionati. Aldilà di tutto, infatti, all’epoca il cielo era davvero sconfinato. Il cielo che vedo ora, però, che sta sopra la mia testa, è basso, stretto e pesante. Non c’è un’altra strada per me e non ci sono tante altre occasioni nascoste, da qualche parte, in questa metropoli.”

È con questa riflessione che si apre Solanin, manga seinen (nt. Rivolto a pubblico più maturo), partorito dalla mano del maestro giapponese Inio Asano, ivi intento a raccontare la frustrazione di una generazione di adolescenti e giovani adulti, impegnati contemporaneamente e a tempo pieno su due lavori, delicati e complicatissimi: da una parte la costruzione di un sé coeso, dall’altro il dover soddisfare tutta una serie di aspettative imposte non solo dalla società contemporanea e dai genitori, ma anche da sé stessi.

Solanin, infatti, racconta la vita di due giovani, Meiko e Taneda, laureati da due anni, e del loro stretto gruppo di amici. Tutti intenti, con fatica, a cercare e trovare la propria strada. Inseguire un sogno o nascondersi rassegnati dietro una maschera di apparente soddisfazione? Di fronte ad indecisioni ed incertezze, trovare il coraggio di affrontare il rischio dell’insuccesso diviene un vero e proprio atto eroico.

Meiko è una giovane donna proveniente dalla campagna e trasferitasi nella metropoli dopo la laurea, attualmente impiegata in un lavoro d’ufficio soddisfacente sul piano remunerativo, ma non su quello personale. Dopo poche pagine, infatti, presenterà le sue dimissioni scontrandosi però ben presto con lo sconfinato cielo di possibilità che la metropoli offre, di fronte al quale comincerà a maturare un profondo senso di smarrimento ed incertezza.

Con lei c’è il suo fidanzato, Taneda, freeter (giovani di età compresa fra i 15 ed i 34 anni, che terminati gli studi cercano lavori precari e brevi per mantenersi senza perdere la propria libertà) che conserva però il sogno di poter vivere di musica, tramite la sua chitarra. Ad ostacolarlo è la paura del giudizio delle persone, sia per quanto riguarda il suo talento musicale, sia per il suo ruolo come membro produttivo di una società.
Saranno proprio le dimissioni della compagna a dare al ragazzo il coraggio necessario per mettersi in gioco seriamente e provare a realizzare il suo sogno, portando ad un finale inaspettato e dal sapore agrodolce, malinconico.

Un fumetto, Solanin, che attraverso la domanda esistenziale per eccellenza, ovvero “cosa vuol dire essere felici?”, ci ricorda della paura del diventare adulti e di tutte quelle resistenze che accompagnano quel processo di transizione affatto semplice ed indolore che porta dall’età dell’irresponsabilità a quella dell’adultità.