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Gruppi di Ricerca SPI: Giustizia

(A cura di Maria Naccari Carlizzi, Renata Rizzitelli)

 

Il metodo psicoanalitico può essere utilizzato per leggere le dinamiche individuali e di gruppo attinenti al mondo della giustizia e facilitare il dialogo e la comprensione reciproca. Psicoanalisi e Giustizia si occupano dell’uomo da differenti angolazioni. La cultura psicoanalitica e quella giuridica hanno molti punti in comune ma anche molte differenze perché entrambe si rivolgono alla vita delle singole persone, delle coppie, delle famiglie e dei gruppi, a seconda dei diversi contesti sociali, ma adoperando criteri diversi.

Molti psicoanalisti affiancano il loro lavoro clinico in studio alla collaborazione come esperti del Tribunale e con Istituzioni Giudiziarie di diverso ordine e grado.

La realtà dei fatti di ogni giorno con cui la gente viene a contatto, spesso ha una scarsa rispondenza rispetto alla realtà psichica individuale e dei gruppi, cioè a come ci si sente davvero a livello profondo. Questo aspetto costituisce l’oggetto di indagine della Psicoanalisi. La realtà giuridica invece, è codificata da articoli di legge necessariamente uguali per tutti e può essere percepita come complessa e distante, fredda, astratta, lontana dai bisogni della gente.

Lo Psicoanalista, chiamato in causa nella sua duplice veste di Consulente nel settore della giustizia come Psicologo, Psichiatra o Neuropsichiatra infantile, si trova a tradurre lingue diverse e a creare collegamenti fra realtà e ambiti lontani: il mondo giuridico con le norme, le leggi, le sentenze talvolta incomprensibili e quello del soggetto che gli sta chiedendo aiuto, con il suo disagio concreto e la sua muta sofferenza di fronte alla concretezza dei fatti. Il lavoro dello Psicoanalista deve contemplare più punti di vista, utilizzando un ascolto e un’ottica capaci di abbracciarli tutti, tenendo presenti le trasformazioni della società attuale.

Da molti anni gli psicoanalisti lavorano nel mondo giuridico ed è nata l’esigenza di raccogliere dati su quanti fossero e dove operassero.  Il metodo che è parso più idoneo, è stato di effettuare un censimento dal quale è emerso che ci sono più di 80 soci della S.P.i .che in diversi ambiti, gravitano intorno al mondo giuridico.

Da ciò è scaturita l’esigenza di confronto e conoscenza fra noi psicoanalisti per comprendere quali siano gli apporti teorico-tecnici e soprattutto clinici, che supportano il nostro lavoro in tale ambito. Per fare ciò, l’esecutivo nazionale S.P.I. ha istituito, nel 2019 una task force e poi nel 2020 un vero e proprio “Gruppo di lavoro nazionale” formato da un referente per ogni centro.

Tali referenti sono psicoanalisti di grande esperienza e capacità in questo particolare settore, l’intendimento è di fare in modo che questi possano costituire un fulcro di interesse attinente a tali temi e possano promuovere, per quanto possibile, ad una reale estensione del metodo psicoanalitico nel complesso mondo della giustizia. A tal fine   sono stati già organizzati due webinar molto seguiti dai colleghi ma anche da altri operatori del settore, condotti dai referenti del gruppo nazionale.

I due webinar avevano come finalità far conoscere le diverse declinazioni del lavoro psicoanalitico nei due principali settori della giustizia: Civile e penale.

L’estensione e la diffusione del metodo psicoanalitico nel mondo giuridico, non riguarda solo i colleghi della S.P.I. ma anche tutti gli operatori del settore: sanitario, sociale ed anche gli utenti. Stiamo lavorando per trovare strategie che possano avvicinarci a tutte le persone che, con ruoli anche assai diversi, gravitano intorno a questo mondo.

 

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