Libri

Il cantiere delle idee – Cosimo Schinaia

NOTE ALLA NUOVA EDIZIONE

Questa nuova edizione de Il cantiere delle idee, è stata curata da Gabriella De Intinis, Nicoletta Faccenda, Adriano Purgato, Pier Luca Zuppi.

È la riedizione della seconda edizione del 1998, apparsa nella serie Scienze Umane, edita da P. Soc. Coop. “La Clessidra” a R.L., Via Cairoli 11/4°, 16124 Genova.

Le novità di questa edizione consistono nella revisione del contributo di Cosimo Schinaia e nel ricorso alla diffusione informatica, a cura delleditore Vecchiarelli di Roma, sul portale www.psicoanalisiesociale.it in luogo di quella cartacea che ha avuto purtroppo, a suo tempo, una diffusione prevalentemente locale. Sono state inoltre aggiornate le note di presentazione degli autori.

Ringraziamo Cosimo Schinaia per la generosità con la quale ha autorizzato la nuova pubblicazione del volumetto, da lui pensato, costruito con la collaborazione di colleghi, Luigi  Ferrannini e Carmelo Conforto, di Edoardo Sanguineti e del fotografo Giorgio Bergami, intorno ad un avvenimento del giugno 1996, durante il processo di apertura dell’Ospedale Psichiatrico di Cogoleto. Mentre si aprivano le porte del manicomio, si favoriva l’ingresso di inimmaginabili esperienze di socializzazione, le stesse che appartengono al mondo di noi tutti. La Festa, allorigine del libro, è stata una di queste esperienze.

Abbiamo pensato di riproporre il libro perché ci accomunano due valori.

Il primo è quello di coltivare la memoria del periodo storico della rivoluzione nella cura psichiatrica, definita “basagliana” dal nome del più noto dei promotori, Franco Basaglia, ma sappiamo quanto accadeva in quegli stessi anni in città in cui curanti, psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali, educatori, persone più che “operatori” ne condividevano il coraggio e le idee.

Il testo riporta il pensiero di Cosimo Schinaia allora Direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Cogoleto, e promotore dei cambiamenti culturali e scientifici che hanno permesso la costruzione del nuovo e rivoluzionario approccio alla cura dei pazienti psichiatrici. Il percorso è iniziato con la riabilitazione dei pazienti e la valorizzazione del potenziale riabilitativo del personale dell’Ospedale Psichiatrico, ed è poi proseguito con la costruzione di modalità nuove di cura e di rapporto con i sofferenti, teso alla comprensione, all’avvicinamento al riconoscimento di senso nelle problematiche aperte dalla follia.

Il secondo motivo è la grande attualità del testo: è possibile lavorare sui muri mentali dopo avere superato le mura antiche del manicomio. Le riflessioni sulle tematiche della cura per la Salute Mentale sono le stesse avviate nei luoghi asilari, chiusi, alienanti: riguardano lo stare in contatto con pazienti non più considerati oggetti di terapie impersonali e distanzianti, ma soggetti da comprendere, da accompagnare, da sostenere, da fare esprimere nella relazione.

L’immagine fotografica assume importanza nuova in questo percorso, nel favorire la comprensione della natura della follia e il coinvolgimento di chi la avvicina. Il fotografo si muove nella stessa direzione, affronta le stesse difficoltà: intuire, riconoscere, rappresentare, conservare l’attimo di unespressione fino ad oggi. Consegnarla a noi così da permetterci, attraverso quegli sguardi, di tornare anche solo per un istante accanto alle persone liberate dalle costrizioni asilari.

Questa operazione di memoria attraverso istantanee trasforma il fotografo da stenografo di oggetti passivi, inanimati, perduti a regista di una pièce sì sgraziata, ma viva, in cui gli attori sono protagonisti attivi di un ricco, anche se non lineare processo di trasformazione assistenziale.

Il 22 aprile 2023, poco prima di terminare di scrivere la presentazione alla terza edizione di questo volume, ci lasciava Giorgio Bergami.

Una lunga malattia ha avuto la meglio sul fotografo degli ultimi. Era amico di Fabrizio De André e don Andrea Gallo, oltre che dellautore di questo volume.

Giorgio Bergami sapeva descrivere con le immagini momenti sociali e di costume per i quali uno sguardo in tempi rapidi era di gran lunga più efficace di una dialettica forbita.

Eclettico osservatore della sua contemporaneità, in oltre sessantanni di attività ha permesso di documentare dettagliatamente i fatti avvenuti a Genova ed in Italia nell’ultimo secolo. La sua arte fotografica ha spaziato dai reportage di fenomeni sociali – lotte sindacali, documentazione delle condizioni di istituti minorili e, nel nostro caso, asilari – alla fotografia industriale, non trascurando quella teatrale e cinematografica.

Lautore ed i curatori di questo volume desiderano ringraziare Giorgio Bergami per le immagini di vita che è riuscito a regalarci.

Infine, un ringraziamento va alla pazienza e alla disponibilità delleditore Vecchiarelli che ha permesso questa operazione di ristampa e di rivitalizzazione di un testo ormai introvabile, per la sua diffusione purtroppo solo locale.

Castanini A., (1999). Il manicomio che non c’è. “Il cantiere delle idee”, Il Secolo XIX, 20 gennaio.

Fabbri L., (1998). Quelle feste in manicomio. “Il cantiere delle idee”, Consumatori, p. 31, 9 novembre.

Ferro A.M., Peloso, P.F., (1999). Iconografie del manicomio negli anni del superamento. “Dal manicomio alla città” e “Il cantiere delle idee”, Rivista Sperimentale di Freniatria, 123, 4, 277-282.

Giusto G., (1998). “Il cantiere delle idee”, Il Vaso di Pandora, VI, 4, 11-112.

Mancini A., (1999). “Il cantiere delle idee. Le feste nell’ex Ospedale Psichiatrico di Cogoleto”. Fotografie di G. Bergami. Presentazione di L. Ferrannini. Genova: La Clessidra, Psicoterapia e Scienze Umane, XXXIII, 1, 155-156.

Peloso P.F., (1999). Presentazione del volume a S. Maria di Castello: “Il cantiere delle idee” di C. Schinaia, La Via del Sale, 3, 1, 88-92.

Rinaldi L., (1999), Cosimo Schinaia, Il cantiere delle idee. La Clessidra, Genova, 135 pagine. Rivista di Psicoanalisi, 45, 3, 618-622

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