L’indifferenza dell’anima. Attualità del concetto
Vi segnaliamo il seguente evento organizzato dal Centro Psicoanalitico di Roma
Sabato 10 febbraio 2024, ore 9.30
“L’indifferenza dell’anima. Attualità del concetto”
Via Panama, 48, Roma
26 anni dopo la prima uscita editoriale, ecco che Lucio Russo presenta l’avanzamento dei suoi studi in un ambito che risulta indispensabile a noi che ci orientiamo alla psicoanalisi per lavorare nelle comunità per minori e adulti gravi, nello street-worker coi disperati, nel lavoro coi gruppi e quello individuale a studio ecc.
Penso che dobbiamo molto alle esplorazioni psicoanalitiche di quest’Autore e per ciò credo utile condividere eventi culturali ove quel pensare possa essere liberamente condiviso in dialogo fruttuoso tra saperi. Una buon’aria.
Intervengono:
Lucio Russo, Giovanni De Renzis,
Manuela Fraire e Giacomo Marramao
La giornata sarà in modalità mista, presenza e remoto su piattaforma Zoom
Per partecipare da remoto bisogna iscriversi mandando una mail con nome e cognome e società di appartenenza a: cpdrattivitascientifica@gmail.com
In allegato il testo di un piccolo intervento programmato del presidente di Psicoanalisi e Sociale, Tito Baldini.


Vorrei fare un commento a nome del gruppo Molo Nord di Bolzano, che può essere anche riflessione di tanti altri professionisti del margine, degli “stati limite”, della cosiddetta “bassa soglia”, che per porte diverse rispetto ai propri studi e alle proprie qualifiche hanno abbracciato il sapere psicoanalitico.
Innanzitutto, dobbiamo un grazie sentito a Tito Baldini: nel suo intervento programmato per l’evento che stiamo commentando, ha rinunciato alla lettura completa del testo preparato (che qui si trova cliccando sul tasto rosso “Scarica la locandina”), preferendo un piacevole intervento “a braccio” (abbraccio?), nel quale ha posto forte accento sull’importanza che a suo tempo per lui ebbe l’insegnamento e la lettura del testo di Lucio Russo, e sulla parallela importanza, che la diffusione delle pratiche di aiuto a orientamento psicoanalitico possono avere per chi opera oggi in contesti di forte marginalità e disagio. “Segnò un spartiacque epistemologico … vidi la questione nella sua complessità, e però anche finalmente nella sua chiarezza comprensiva d’indicazione di direzione, modalità, rischi e punti di repere”, si legge nel testo preparato per l’intervento programmato. Sono parole che possiamo riprendere esattamente tali anche noi, professionisti a contatto con l’umano e con l’umanità che soffre, con la dis-umanità del trauma, quando tentiamo vere pratiche di aiuto.
Nel nostro affiancare gli indesiderati della ricca Bolzano, quante volte ci siamo ritrovati a contattare il dolore di menti sole, menti disperate, menti perdute appunto in condizioni di indifferenza dell’anima, senza sapere come più muoverci.
Mancava un fondamentale appiglio, mancava qualcuno che ci dicesse che tale operare, pur in setting diversi, pur nell’informale, è pratica ad orientamento psicoanalitico. Mancava qualcuno che indicasse e spiegasse letture importantissime e allo stesso tempo affascinanti, perché parlano proprio di noi e del nostro lavoro. Mancava la base teorica che sostiene e nutre il legame e il pensiero, che è anche chiave di lettura del nostro lavoro e del nostro coinvolgimento, per migliorare, per cercare ancora.
Quando tutto ciò ci è stato offerto, durante anni di supervisioni e incontri con il nostro Tito, immediatamente è diventato fame di approfondire la teoria, di leggere e scrivere, di riflettere a livelli profondi e utilissimi, di impegnarsi per averne titolo ufficiale. Baldini giustamente la chiama militanza.
E qui vorremmo esprimere la nostra gratitudine alla parallela militanza di chi, dopo una vita di studio, di clinica e di pensiero, rende la dottrina, la ricerca, la parte strettamente scientifica del proprio lavoro il più possibile comprensibile e fruibile da tutti. Affinché molti possano trovare il legame complice, il nutrimento per il quotidiano impegno, la giusta chiave di lettura.