Violenza giovanile, lo psicoterapeuta: «Di inedito c’è l’indifferenza dell’anima». Tito Baldini
Intervista, da parte di Valeria Di Corrado, a Tito Baldini, Presidente del portale Psicoanalisi e Sociale, pubblicata domenica 25/10/26 sul giornale “Il Messaggero” .
Tito Baldini accoglie l’invito del presidente Mattarella ad analizzare questo fenomeno. Dai saccheggi dei negozi di Milano, alle aggressioni ai docenti “per un brutto voto” o ai passanti “per noia”.
«Le reazioni degli adolescenti sono considerabili i primi segnali pubblici e privati di criticità sociale, e quella attuale è una patologia planetaria di sistema. Questi giovinetti agiscono gli effetti di un’indifferenza dell’anima, in Italia come altrove».
Dopo gli scontri e la guerriglia urbana che ha interessato Milano sabato 17 ottobre (diventato anche il nome di un movimento), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di «violenze esplose in modo inatteso da soggetti inediti, su cui occorre un’analisi intelligente e approfondita». Tito Baldini, ordinario della Società psicoanalitica italiana, ordinario e docente della Associazione romana psicoterapia adolescenza, spiega perché “di fronte al procedere di tale inedito dobbiamo tutti fermarci a riflettere”.
«L’età dei protagonisti, primo-adolescenti, e l’efferatezza dei gesti. Ha ragione il presidente Mattarella. Trovo seduttivamente fuorviante caricare di significati sociali queste condotte, tirabili per giacchette politiche, economiche e finanche psicologiche. Mentre i giovani che protestano in Europa come da noi hanno motivazioni riconducibili a disagi delle categorie riferite, i protagonisti degli episodi efferati sono frutto di un lento ma progressivo processo d’impoverimento della dimensione psichica delle nuove generazioni, fino a vedere – da clinico consumato da quasi mezzo secolo di lavoro con gli adolescenti più sofferenti – nei più giovani i segni inequivocabili della scarsezza di psichismo: struttura costituita da energia erotica che tende a costruire, costituita di speranza e di capacità e ricerca di legami. L’esasperazione dell’applicazione planetaria di modelli politici divenuti economici, basati sulla produzione e sul consumo, fino all’attuale confusione tra potenza tecnologica e merito politico toglie via via dai processi di formazione interna dei giovani i garanti metasociali su cui la psiche in formazione deve fondarsi: la Politica come formazione e gli Statisti come modelli, lo Stato di diritto, la Scuola, il Paterno, il rapporto con la calibrata frustrazione in quanto fisiologica condizione per il pensiero, la Cultura come base del pensiero stesso».
C’è un filo conduttore tra il saccheggio dei negozi di Milano, le aggressioni ai docenti nelle scuole e i ragazzi che per noia a Roma spintonavano i passanti, a costo di ferirli gravemente come accaduto all’attore Davide Iacopini?
«La condizione psichica in cui i nostri piccoli adolescenti stallano è “l’indifferenza dell’anima”, con un Eros neanche sorto e già al tramonto, il tutto disseminato di noia, la stessa citata dagli adolescenti della macchinetta nera a Roma come spiegazione dei loro atti efferati.
Si parla del condizionamento dei social, come fonte di ispirazione delle violenze o palcoscenico in cui esibirle. È così?
«È vero che i social condizionano gli adolescenti, ma è pure vero che loro si fanno condizionare: non c’è nessun filtro. Vai a fare una cosa che non è proprio ragionabile. Queste questioni qui, ed è là per me la acuità del pensiero del Presidente, non le puoi affrontare allo stesso modo. Non possiamo dire che è frutto solamente della frustrazione di una vita frustrante, è frutto anche dell’impossibilità a tollerare una frustrazione benché minima. Anche per questo gli adolescenti accoltellano. Ora, rispetto al passato, nella fase di frustrazione il mercato ci ha messo gli oggetti. E qui che cambiano le cose. Cioè ha indotto le generazioni di genitori a pensare che se i figli soffrono è perché mancano loro gli oggetti. È questo che fa nell’implicito il mercato attraverso la sua opera di propaganda oramai centenaria, spingendo a pensare che il bravo genitore fa sorridere i bambini, sottraendoli dal dispiacere e dalle frustrazioni, anche le frustrazioni ottimali per crescere. Invece la psichiche non funziona così. La felicità non la danno gli oggetti, la danno i legami. E i genitori, per comprare gli oggetti che servono ai figli per essere felici nel modello del consumismo, usano le ore di tempo che potrebbero dedicare loro per acquisire quella ricchezza. Non ci stanno insieme. E quindi i figli si ammalano, anche se non è una malattia mentale. Ci troviamo con queste generazioni sempre più sono fragili, tanto quanto la natura oramai».
Si è parlato di recente di ampliare le carceri minorili. Cosa ne pensa?
«Non si sta ovviamente pensando a prevenire quello che sta accadendo, ma a reprimere. Non a caso la seconda parola di grande merito per il nostro presidente della Repubblica era intelligente. Fermiamoci e usiamo l’intelligenza. Tutto quello che si fa per riparare, per ridurre un sintomo, ha come effetto il mantenimento della causa. Non si possono curare gli adolescenti senza modificare ciò che li ammala. Vedi un video in cui uno fa una cosa stupida, anche con rischi mortali, la ripeti perché ti annoi e perché l’hanno fatta gli altri e perché tu magari facendola riposti sui social questo video e quindi anche tu entri in quel giro. Non sei una mente pensante, non sei in grado di ragionare. Vasco Rossi a un concerto di oramai 20 anni fa diceva: ragazzi tenete accesi i vostri cervelli, non credete a tutto quello che vi dicono le televisioni (ora sono i social), perché non tengono acceso il cervello. I giovani non riescono proprio ad avere un contatto umano, anche sbagliato, però umano, perché è inerente il legame. Ma il legame comporta che esista un altro da me, e quindi io lo devo accettare, devo fermarmi a un certo punto, perchè c’è l’altro da me, che si può chiamare legge o si può chiamare essere umano, e io devo tolledare la frustrazione che esista l’altro da me. Questi giovani non tollerano questa frustrazione, e fra vent’anni saranno gli adulti con i figli. Immaginiamo cosa potrà succedere…».







