Cannucce
Con lo sceneggiatore Pier Paolo Piciarelli conduco da più di dieci anni laboratori di cinema sociale. Il nostro metodo è ormai consolidato e permette ai partecipanti di scrivere delle storie ispirate ai loro vissuti e legate al territorio dove vivono.
Le storie vengono condivise con l’intero gruppo di lavoro, fino a che viene scelta la più adatta a diventare un soggetto per un cortometraggio. Una volta scelta, si collabora tutti insieme alla scrittura della sceneggiatura.
Durante queste fasi del lavoro, Pier Paolo approfondisce gli aspetti tecnici della scrittura, mentre io mi occupo di fornire gli strumenti base della fotografia e della regia. I partecipanti, oltre ad essere co sceneggiatori, durante le riprese diventano anche attori e tecnici della troupe.
Solitamente lavoriamo in quartiere periferici delle grandi città: Torino, Roma, Napoli, ma è capitato di addentrarci anche in provincia: Orvieto, Perugia, Parma.
La fascia di età dei nostri partecipanti varia a seconda della realtà sociale con cui collaboriamo.
Lavorando in realtà difficili, i racconti dei partecipanti assumono spesso toni drammatici, ma il nostro sforzo è quello di tradurre queste storie in commedie con qualche pennellata favolistica.
Siamo fermamente convinti che l’ironia sia l’arma più forte per scardinare criticità sociali ed emotive. In questo modo riusciamo a mostrare ai partecipanti il lato umano delle loro fragilità, e consentiamo ai futuri spettatori dei nostri film di sorridere e commuoversi davanti a delle realtà sociali che vengono solitamente descritte solo nei loro aspetti peggiori.
Questa ricetta ha permesso ai nostri lavori di essere selezionati in importanti festival cinematografici nazionali, consentendo ai nostri partecipanti di uscire dai loro “ghetti” per andare a presentare i film.
Un piccolo momento di riscatto e di bellezza che ci spinge a continuare a credere che sia possibile fare un cinema utile.
Giovanni Piperno
Il cortometraggio “Cannucce” è il frutto di un laboratorio, tenuto dal regista Giovanni Piperno e gli sceneggiatori Anita Otto e Pier Paolo Piciarelli e realizzato nel rione Luzzatti di Napoli dalle associazioni: Asso.Gio.Ca., 100 autori e Noi@Europe, nel 2022, dura 12 minuti. Presentato a Visioni Italiane edizione 2023, mette a nudo le fragilità del protagonista, Valerio, che veste i panni di sé stesso.



