Il ricordo nell’aria
In un piccolo quartiere di Roma, viveva un ragazzo di quindici anni di nome Lorenzo. Era un ragazzo come tanti, con le solite preoccupazioni legate alla scuola e una certa indifferenza verso ciò che non riguardava direttamente la sua vita. Era abituato alla sua routine: andava a scuola, giocava con gli amici e passava il resto del tempo immerso nel mondo digitale, cercando di sfuggire alle preoccupazioni e alle responsabilità. Nel suo palazzo viveva anche una donna anziana di nome Anna, che tutti conoscevano ma che pochi frequentavano. Era una figura curiosa, sempre seduta sul balcone a leggere o a osservare la vita scorrere sotto di lei. Lorenzo la vedeva ogni tanto quando passava con la madre per di la, ma non avevano mai parlato più di qualche saluto cortese e una chiacchiera. Anna era una di quelle persone che la vita aveva scolpito con il tempo, lasciandole un’aria di saggezza silenziosa. Pur non essendo mai stata vicina a Lorenzo, aveva sempre notato il giovane con la sua aria distratta e frettolosa. A volte si chiedeva come sarebbe stata la sua vita alla sua età. Un giorno, inaspettatamente, la notizia della morte di Anna si diffuse nel palazzo. La vecchia donna era spirata nel sonno, silenziosamente, proprio come aveva vissuto fino a quel momento. Lorenzo venne a sapere della sua morte da sua madre, che gli raccontò dell’evento. All’inizio, la notizia non ebbe un grande impatto su Lorenzo. Non la conosceva davvero, dopotutto. Ma nei giorni successivi, un pensiero iniziò a rimbalzare nella sua mente: la consapevolezza che quella figura silenziosa, che era sempre stata parte del suo mondo, non c’era più. C’era qualcosa di più in quella perdita, qualcosa per la quale fermarsi e riflettere. Un pomeriggio, mentre tornava da scuola, Lorenzo notò la porta dell’appartamento di Anna socchiusa. Incuriosito, si avvicinò e vide che stavano sgomberando la casa. Un impulso lo spinse a entrare, forse per la prima volta davvero interessato a chi fosse stata quella donna che aveva sempre visto, ma mai conosciuto. L’appartamento era modesto, pieno di oggetti che raccontavano una vita vissuta a pieno: libri, fotografie sbiadite, vecchi dischi. Frugando tra le cose, Lorenzo trovò un diario. Era il diario di Anna, un resoconto della sua vita negli ultimi anni. Senza pensarci, Lorenzo lo prese e lo portò a casa con sé. Quella sera, si sedette sul letto e iniziò a leggere. Le pagine erano piene di riflessioni, ricordi, pensieri intimi che gli aprirono una finestra su un mondo che non aveva mai visto. Anna aveva vissuto una vita piena di esperienze, di dolori e gioie, di sogni e delusioni. Ma c’era una cosa che colpì Lorenzo più di tutte: la serenità con cui parlava del tempo che passava, della solitudine che l’aveva accompagnata, e della consapevolezza che ogni giorno era un dono. Lorenzo trovò in quelle pagine qualcosa di più di una semplice storia di vita; trovò una sorta di guida, un consiglio su come affrontare le sfide della propria vita. Iniziò a vedere la vita in modo diverso, con meno superficialità. Le parole di Anna gli insegnarono a cercare un significato più profondo nelle piccole cose, a non lasciarsi trascinare dalla corrente. Nei giorni che seguirono, Lorenzo si ritrovò spesso a ripensare a ciò che aveva letto. Cominciò a osservare il mondo intorno a lui con occhi nuovi, a prestare più attenzione a ciò che prima non considerava. Iniziò a partecipare a qualche attività nel quartiere, come il volontariato in una mensa per i poveri, e a interessarsi di più ai suoi studi, spinto dal desiderio di capire di più e di conoscere meglio la vita. Lorenzo solo così capi che la vita può sorprendere anche quando meno te lo aspetti, e che ogni incontro, anche il più insignificante, può lasciare un segno profondo se solo sei disposto a lasciarti toccare.
Adam, 15 anni


Lascia senza fiato questa lettura d’anima. E tra generazioni assai lontane. Come un dialogo di luci tra galassie
Semplicemente bellissimo. La signora Anna ne sarebbe molto felice e commossa
Ogni persona può essere una risorsa. In questo caso attraverso le parole scritte in un diario. Che bella storia. Emozionante.
Che un adolescente possa essere molto sensibile lo sapevamo… ma qui oltre alla sensibilità c’è anche la capacità di riflettere sul senso della vita e su cosa gli anziani possono dare ai giovani…
Grazie Adam
Gran bel racconto, ove la narrazione della vita reale si fonde ed acquista ancor più valore quando a far scaldare la penna emergono pensieri e sensazioni personali. Bravo Adam
Ciao Adam,
Condivido appieno i commenti di Lucia,Aurelia,Anna Rita,Alberto,Claudio.E ve ne saranno di altri e tutti lusinghieri, non ne ho dubbio alcuno. E nessuno è forzato perchè è veramente un piacere leggere i racconti di giovani e scoprire in loro un probabile futuro talento. Ma veniamo alla tua storia, a me ha colpito, che a te a colpito, (voluto gioco di parole) la serenità di Anna. Ho 67 anni per cui mi avvio sulla strada di Anna e riconosco con grande sorpresa quanto è bello aver avuto il privilegio di vivere una vita intensa, con gioie e anche qualche inconveniente.Li chiamo ” inconvenienti” perchè strada facendo ho scoperto che i “problemi” sono un’altra cosa…..sono quelli legati alla perdita di salute, a lutti dolorosi, a assenza di pace, a schiavitù…Si, io come Anna sono un privilegiato che ha potuto scrivere il suo diario intimo di ricordi e esperienze, cosa che auguro anche a te. La serenità dicevamo, è il frutto di riuscire ad elaborare il percorso di vita e distillare le diverse esperienze positive e negative in quel nettare chiamato saggezza. La saggezza è il premio all’abbandono graduale della parte organica del nostro corpo, la saggezza accompagna l’ultimo tratto di questo passaggio e va goduta intensamente come intensamente va goduta l’energia della gioventù . Goditi la vita caro Adam, non aver fretta di crescere e goditi tutti gli attimi che la vita ti offre, anche la noia, che ho sempre trovata bellissima e ispiratrice di tanti momenti di gioia.
Riguardo il tuo probabile futuro, azzardo a dire che tu il sociale lo porti nel DNA, è evidente che sei attratto dal nobile impulso di orientare il tuo pensiero ad assistere chi è più fragile.
Sarà il vento della vita a portarti, tu tieni solo fermo il timone e fisso lo sguardo, fiero di navigare in questi meravigliosi mari fino a raggiungere l’approdo che alla fine tutti troviamo e ti auguro con tutto il cuore una lunga, lunga, navigazione.
Con affetto
Andrès
La scrittura di Adam sembra a me un tendere le braccia verso un mondo nascosto e possibile: al tempo stesso, un domandare e un proporre al lettore intorno al perimetro-calamita di questo mondo… invisibile svelato e svegliato dai percorsi delle parole… e la loro precoce precisione fa venire voglia di cercare insieme…
Pagine nuove e antiche.
Grazie Adam del tuo racconto. Che bello che tu abbia intuito come da una ferita si può aprire una feritoia per guardare oltre, che nella solitudine silenziosa si possano fare incontri inaspettati e che nella scrittura e nella memoria possiamo sognare il presente e il futuro. Spero tu possa rimanere sempre in ascolto della voce del silenzio e della curiosità per ciò che ci sembra così diverso.
Un racconto nel quale questo ragazzo riesce a tessere con le parole i fili dell’animo umano.
Il respiro della scrittura non si impara, nessuno lo può insegnare ma lo si porta dentro fin dalla nascita.
Continua a scrivere Adam….scrivi di te.
Un racconto nel quale questo ragazzo riesce a tessere con le parole I fili dell’animo umano.
Il respiro della scrittura non si impara, nessuno lo può insegnare ma lo si porta dentro fin dalla nascita
Continua a scrivere Adam….scrivi di te.
Mi sorprende la profondità di riflessione di una mente così giovane. Sorprende ed emoziona la descrizione di piccole cose impalpabili che di solito sfuggono. Davvero interessante racconto. Luisa Cerqua
Il dialogo e lo scambio tra le generazioni è sempre una bella cosa. Una storia come questa apre uno squarcio sull’interiorità sia degli anziani che ripensano e fanno un bilancio della propria vita, sia dei giovani, che, se ne hanno l’occasione, possono imparare molto dall’esperienza e dal vissuto di chi è più grande. Bravo Adam!