Le risposte della natura
Una ragazza non riuscendo a sfogarsi con una persone molto legata a lei, oppure semplicemente non riuscendo a dire nulla a nessuno, si isola cercando di sfogarsi.
Vorrebbe spaccare qualcosa ma non può, quindi si siede sulla sabbia pensando che questo potrebbe essere un modo per sfogare la sua rabbia e il suo dolore, sentendo le onde del mare sente che il mare gli da risposte dalle onde, sente il vento e il silenzio.
Il rumore la fa sentire libera di esprimere ciò che vorrebbe dire ma non ha il coraggio di dire a nessuno, si sfoga parlando, con tristezza e calma, di tutti i suoi problemi, cercando risposte nella natura e nel mondo isolandosi e connettendosi con il mondo con tranquillità.
Cerca un modo per fuggire da tutti e parlare con se stessa, ma con la consapevolezza che non è sola e che qualsiasi rumore è una risposta alle sue domande, e alla fine capisce che non è lei il problema ma questa generazione
pcchè a vrità sapit qual è?
e ca vuij nun dat o cor vuost p paur e rimanè mal,
e ca nun v facit nu par e kilomtr p na prson, ma p na discotec sì,
nun sapit vulè ben, nun sapit leggr l’uocchij, nun sapit leggr nda l’anm,
ma sapit giudicà na prson p chell ca nun è,
quind salvat stu poc e cor p vulè ben a chi over nu iuorn riman p semp cu vuij
Giocate male le occasioni, le occasioni sono opportunità e non tornano perché tutto ha una conseguenza e a volte le conseguenza si pagano per sempre.
Amate e aiutate sempre il prossimo, non come ora che in giro c’è solo banalità e tanto menefreghismo.
Anna 16 anni


Cara Anna, grazie di aver urlato in silenzio il tuo appello, ciò che la natura ascolta lascia indifferenti gli adulti umani, distratti dai prodotti che “devono ” acquistare per rendersi e , pensano,renderVi felici….
Il 29 Novembre ho assistito a Motta di Livenza a una delle serate programmate nel festival ” Riflessere, ideato e prodotto dalla cooperativa Tarakos. Tre classi di un liceo locale hanno lavorato sul tema che tu così poeticamente denunci: il dialogo intergenerazionale.Sotto l’attenta e professionale conduzione della psicologa Stefania Polesello e la supervisione del mitico psicanalista Daniele Biondo,attraverso atti,filmati,immagini,dialoghi, i ragazzi hanno espresso questo “stare male” e il dover oltrepassare la porta che conduce dall’infanzia al divenire adulti, da soli ( e questo nel migliore dei casi…) Una sala gremita di docenti,alunni,genitori, è rimasta inmutolita,ognuno a riflettere sulle proprie responsabilità, ma,come il tuo mare, alla fine da queste ” denunce” arrivano risposte. Perché vedi cara Anna, l’umano necessita del dialogo per ottenere quella pace sublime che corona la sua esistenza,la pace con sé stesso attraverso la pace con gli altri. Amare se stessi per poter amare , essere in pace con sé stessi per poter dialogare. La ricerca è in noi, dentro di noi,questo dovrebbe essere il punto di partenza e la natura diverrà tua complice.
Spero rileggerti a breve, mi hai veramente colpito e attendo con piacere i tuoi prossimi lavori.
Intanto abbiamo chiesto se è possibile pubblicare il lavoro dei ragazzi di Motta di Livenza.