C’era una volta…
C’era una volta, tanto tempo fa, in una casa dispersa nelle campagne, una bambina. Aveva solo 5 anni quando lei e la sua famiglia si trasferirono in quella casa adorabile.
Questa bambina aveva una sorella più piccola di due anni, di nome Sofia. Aveva dei lunghi capelli color castano, abbastanza scuri d’inverno e abbastanza chiari d’estate. Erano dei capelli magici che cambiavano colore con la luce del sole estivo. I suoi occhi erano di un bel castano chiaro, forse color nocciola al sole, ma all’ombra erano marrone scuro, quasi neri. Aveva un nasino a punta e le labbra curve come l’arco di Cupido, disegnate alla perfezione.
Assomigliava molto a suo padre, un grand’uomo era lui. Aveva fatto molti sforzi per la sua famiglia, cavandosela da solo in ogni cosa.
La bambina si chiamava Anna, Anna Pompili per la precisione. Lei adorava la campagna, la natura, gli alberi e l’incantevole bosco che circondava la sua casa. Era una casa a due piani, sotto c’era il salotto, la cucina, la sala del thè, un bagno e uno sgabuzzino, che avevano riempito coi vestiti spettacolari realizzati dalla sua bellissima madre.
La madre lavorava come sarta, faceva abiti da sposa, per cerimonie e da tutti i giorni. Era una donna stupefacente, aveva dei lunghi capelli neri ed occhi del colore del cielo, a volte del colore della natura, infatti cambiavano colore a seconda del tempo che faceva,
Al piano di sopra della casa c’erano le camere, delle vere e proprie stanze da castello enormi. Anna aveva la stanza condivisa con sua sorella. Anche se a volte si odiavano fino a tirarsi i capelli, alla fine si volevano un bene infinito, che neanche una guerra avrebbe potuto separarle, perchè il legame che c’è tra due sorelle è molto forte.
La stanza dei loro genitori sembrava la stanza di un re e una regina, adornata con ori e vari e quadri della famiglia. Infine, un bagno e la camera armadio di Anna e Sofia, condivisa ovviamente coi loro genitori.
Questa famiglia poteva ovviamente sembrare ricca, ma in realtà erano poveri, avevano il giusto per comperare del cibo una volta al mese. Ma comunque nella povertà erano felici, perchè Anna era sempre fuori a scoprire nuovi mondi nella natura, mentre Sofia giocava coi pochi giochi che possedevano.
Letizia, ovvero la madre, passava il tempo lavorando in sartoria, a fare ciò che le piaceva. Il padre Augusto era fuori a lavorare nei campi, allevando il bestiame. Anche lui era felice, perchè sapeva di star facendo delle cose per il bene della sua famiglia.
Anna era una ragazza vivace, disobbediente a volte, curiosa, creativa, educata quando serviva, o almeno finchè non dicevano cose che la facevano irritare. Era anche una ragazza piena di energia e immaginazione, trascorreva la maggior parte del tempo fuori nei campi a disegnare oppure a leggere, a volte anche semplicemente rimanendo sdraiata a terra coi capelli tra l’erba e i fiori a guardare il cielo azzurro.
Ad Anna non piaceva studiare, o meglio lei studiava a modo suo, lei osservava e quando leggeva imparava parole nuove più di quante ne imparasse a scuola.
Proprio a scuola, però, tutti la bullizzavano per via del suo aspetto. Aveva sì dei capelli fantastici, occhi deliziosi e labbra splendide, ma purtroppo da quelle spuntavano due dentoni giganti cresciuti male. Inoltre, era tutta pelle e ossa.
Tornava tutti i giorni, fin dalle elementari, a casa piangendo per quello che le succedeva a scuola. Gli insegnanti facevano finta di non vedere nulla e non rimproveravano i bulli.
Però, pur con tutta la sua fragilità, non si arrese mai e continuò ad andare a scuola grazie a suo padre, che le dava sempre consigli per farsi rispettare.
Anna riuscì ad andare avanti anche grazie alla sua splendida immaginazione.
Lei aveva una visione della vita completamente diversa dagli altri, credeva di vivere in una favola, perchè la natura la rendeva tale. I bulli erano i cattivi della storia, mentre lei la povera principessa brutta, con la sua casa che era il suo bellissimo castello con meraviglie tutt’attorno.
Con il passare del tempo, Anna crebbe insieme alla sua sorellina Sofia.
Quando Anna aveva dieci anni e sua sorella otto, nacque la principessina Melissa, che rese gioia alla sua famiglia in un momento un pò brutto per tutti loro, soprattutto per Anna e Sofia.
I loro genitori non andavano più tanto d’accordo ultimamente, e così fecero questa deliziosa bambina per riportare gioia a tutti e sperare ancora nel loro matrimonio, perchè loro si amavano, e come se si amavano!
Insomma, vent’anni insieme sono tanti e se l’amore non ci fosse stato da entrambe le parti, non sarebbero arrivati a questo punto.
Vissero una vita felice ancora per un solo anno, perché i problemi cominciarono a tornare, sia d’amore che economici.
Così, Anna dovetti lasciare lo studio della danza classica e tutti gli altri dovettero rinunciare a tutti i loro beni secondari. Ma oltre a questo, la signora Letizia si ammalò di una malattia abbastanza grave, che comportava problemi alla salute mentale e fisica. Si dovette ricoverare per tre anni e purtroppo lì arrivo la fine di tutto. Il signore e la signora Pompili si separarono, ma continuarono ad amarsi a modo loro.
Dopo qualche mese, la signora Letizia trova un compagno che riuscì a volerle bene. Perché non era amore? Perché secondo Anna l’amore era qualcosa di speciale, di profondo e fragile, per lei quella era solo attrazione, o semplicemente un passatempo.
Ma questo era il pensiero di Anna, poi nessuno sa cosa ci fosse tra di loro.
Il signor Augusto soffrì molto di questa cosa, perché dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per la famiglia, si erano ridotti in questa condizione ed Anna lo notava questo.
Quindi, iniziò a prendere le parti della madre in casa, ma poi purtroppo arrivò anche il suo periodo, ovvero l’adolescenza.
Cominciò a ribellarsi sempre di più, a rispondere più spesso al suo adorato padre, e invece che aiutare in casa era sempre con il cellulare chiusa nella stanza. Ormai non usciva neanche più, era diventata addirittura fobica degli insetti, ma nessuno però si rese conto che non stava davvero bene, perché soffriva molto per la madre ricoverata, per la sua assenza, per tutto il bullismo che aveva dovuto sopportare negli anni passati. Era come se stessi crollando tutto il mondo addosso a lei, tutto di botto, all’improvviso.
Con lo stress che aveva, un giorno fece una grande stupidaggine… Era una bella giornata, Anna era scuola e si sentì male alla pancia. Chiamò a casa per chiedere di tornare ma la risposta di suo padre fu no, lei si infuriò e inizio a piangere in classe. Così una sua compagna le chiese cosa fosse successo. Anna inizialmente non era sicura di parlarne ma poi si convinse, andarono in bagno e ci rimase per ben due ore. Lì, Anna si sfogò e iniziò a parlare di tutti i problemi che aveva in casa e che stava affrontando, la sua amica si preoccupò e sentita sia impossibilitata a fare qualsiasi cosa, le consiglio di parlare con una professoressa, stranamente riuscendo a convincerlo.
Parlando di entrambe con la Prof, decisero di dover fare una denuncia! Anna non conosceva bene i rischi di ciò ma lo fece comunque.
Si rese conto della gravità della cosa solo quando arrivò a casa la lettera della polizia che convocava il padre Augusto in caserma per un confronto.
Da lì, Anna capì davvero di non aver ottenuto ciò che voleva, perché il suo intento non era di certo di fare arrestare Augusto, lei voleva soltanto stare bene.
Ma da quel momento, le cose andarono sempre per il peggio. Venne tolta la patria potestà al padre per Anna, che andò a vivere per tre mesi dalla mamma.
In quel periodo conobbe un ragazzo che le diede una delusione enorme.
Anna, che già stava male per conto suo, cambiò totalmente, cominciò a vestirsi oversize, cambio pettinatura e aspetto fisico. Ovviamente i dentoni erano già stati messi a posto molto tempo prima.
Ma parlando della situazione emotiva, Anna cominciò a soffrire di depressione, ma se ne accorse solamente lei stessa. Soffriva già da qualche mese di disturbi alimentari, non mangiava quasi più niente, solamente insalata pranzo e a cena, senza pane e beveva solo acqua.
Andava dalla psicologa ogni 15 giorni per via del suo umore basso, del suo isolamento dalla società e dagli amici.
Ormai non usciva più, era rinchiusa in casa a dormire, a sentire musica o a vedere i film romantici, tanto per deprimersi di più perché sapeva che lei non avrebbe mai vissuto un amore così grande, come quelli dei film. Aveva smesso di credere nell’amore già a causa della separazione dei suoi genitori, e poi per la delusione data dal famoso ragazzo.
Era arrivata alla conclusione che lei non sarebbe mai stata destinata all’amore, credeva che esso potesse rimanere confinato nella sua immaginazione.
Lei non era fatta per amare, lei aveva uno scopo nella sua vita, aveva un compito assegnato dal destino, un compito che tutti hanno, e lei doveva solo capire quale fosse il suo.
Prima di capirlo, però, cadde ancora più in basso. Cominciò a farsi del male da sola, perché era ormai l’unica cosa che riusciva a sentire, l’unica cosa che la faceva sentire ancora viva.
Questa cosa la faceva stare bene, era più sollevata dopo averla fatta. Diceva che era una cosa strana, che non era lei a volerlo fare, ma era un qualcosa che aveva dentro. Era come se sentisse un vuoto dentro, un buco nero che non si sarebbe mai chiuso, e l’unica soluzione era quella.
Ma lei non era in sé, ciò non proveniva dalla sua anima anzi era come se fosse impossessata.
Passarono gli anni e fortunatamente riuscì per la maggior parte a superare il problema con il cibo e anche del farsi del male da sola. Alcune volte ci pensava ancora, probabilmente ancora la sfiorano certi pensieri, ma chi lo sa, solo Anna può saperlo.
Anna venne mandata poi ad abitare con i suoi zii, a causa dei problemi economici della madre. Trascorse ben sette mesi assieme a loro e disse che era guarita, non si sentiva più giù come prima. Certo, non era felice, ma comunque farla stare in mezzo ad altre persone della sua età l’aveva aiutata molto. Aveva ricominciato a leggere, ancora chiusa nella sua stanza, ma almeno era un passo avanti.
Passati sette mesi dagli zii, loro cominciarono a dirle che non l’avrebbero più voluta tenere perché non rispettava le regole e con il loro lavoro era diventata un peso.
La mandarono in un convitto che fortunatamente si trovava in un paesino vicino a quello dei genitori.
Questo convitto era nominato Casa Famiglia, dove andavano tutti i ragazzi della sua età che non avevano una famiglia, oppure ce l’avevano ma non venivano trattati bene.
La sera che Anna dovette abbandonare i suoi genitori e le sue sorelline fu terribile. Fece una promessa a tutti: alle sorelline promise che non le avrebbe mai abbandonate e disse che non avrebbe mai smesso di amarle. Al padre promise di portarlo al concerto del suo cantante preferito. Alla madre disse che, anche dopo tutto ciò che era successo, l’avrebbe sempre amata, e che sarebbe tornata, che ce l’avrebbe messa tutta per tornare.
Così, in una valle di lacrime, dovette andarsene. Dopo pochi giorni le dissero che avrebbe potuto vedere i genitori una volta alla settimana. Erano tutti felici e ad Anna mancava stare proprio nella sua casa, non voleva stare lì, non si sentiva suo agio.
Dopo quasi un anno, Anna tornò dai suoi genitori e dalle sue sorelline, trovando l’amore della sua famiglia. Era così contenta che guarì da ogni suo male.
Riguardo invece l’amore profondo? Quello tra due persone innamorate? Anna lo trovò? Ricominciò a crederci? Questa risposta è no. Deve ancora capire chi è veramente. Per l’amore non ha tempo, non crede che esista quell’amore che cerca. Ma se dovesse succedere, sarà qui, quando sarà il momento giusto e il destino glielo farà capire.
Per il momento crede solo all’amore delle storie dei film o all’amore di un tempo, quando il romanticismo era fondamentale, quando tutto era diverso. Se non sarà quello il suo amore, allora non lo vuole.
Alla fine, si sta bene anche da soli, si possono vivere molte avventure, non c’è solo l’amore a cui pensare in questo mondo.
Io e Anna abbiamo solo una cosa che ci distingue: lei è nata nella sua epoca, nell’epoca che voleva, ed era contenta di essere nata lì, o perlomeno di esserci cresciuta, mentre io sento che quest’epoca non mi appartiene, non fa al caso mio e mai sarò del tutto felice, questo non è il mio posto.
Qui l’amore vero non esiste, perché amare una persona significa voler che questa sia felice, fare tutto per renderla felice e sacrificarsi per lui o lei.
Le persone della mia età invece sono egoiste e pigre, per questo non credo nell’amore di oggi.
Aurora 17 anni










Cara Aurora, il tuo racconto è tanto intenso, “cambia colore” come i capelli di Anna. Non deve essere facile avere dentro tutti questi colori, ma molto bello leggerli, scoprendo via via il tuo modo di “distenderli” nella storia… Buon lavoro!
Grazie mille sono tutti dei bellissimi complimenti, vi ringrazio
Complimenti Aurora per la capacità di parlare così a te stessa. Condivido l’idea in conclusione sull’egoismo, e la estenderei ad una fascia generazionale più ampia che include anche quella dei 17enni. Si potrebbe fronteggiare questo atteggiamento dialogando con il pensiero di chi lo assume? Se così fosse, come ho già detto mi sembri più che competente nel poterlo fare. Dialoga con il pensiero di chi ti pensa.
Un caro saluto e ancora complimenti!
grazie mille a tutti per le bellissime parole che mi avete scritto, vi ringrazio veramente di cuore.
Cara Aurora,
grazie per aver condiviso con noi questo racconto, bello ed intenso.
Mi colpisce molto la tua capacità di descrivere i luoghi e le persone, insieme con le loro trasformazioni. E’ una storia che ha dentro di sè tante “stagioni”, ciascuna con i suoi colori, suoni, sapori ed odori. Solo chi ha una “splendida immaginazione” forse può vivere pienamente ciò che accade e trasformarlo come hanno fatto Anna e la sua famiglia.
Grazie ancora per questa bella narrazione
Un caro saluto
Grazie, la mia immaginazione mi ha aiutato molto a fuggire dalla realtà e questi commenti mi rendono sempre più felice.
Complimenti Aurora, con il tuo racconto sei riuscita a descrivere uno stato d’animo alquanto difficile da afferrare. Anche se ci dividono alcuni anni di età, capisco perfettamente la tua frustrazione: non è facile sentirsi fuori luogo nel proprio luogo. Però, una cosa te la volevo dire: l’amore, quello che tu così brillantemente descrivi, è raro quanto imprevedibile. Non lasciare che sia la frustrazione a prendere il sopravvento su di te, ma la speranza. Se smettiamo di sognare noi giovani, chi altro lo farà?
Ti mando un caro saluto
Grazie, ho ricominciato a sognare e sono molto felice ora.
Cara Aurora sei molto coraggiosa nel riconoscere le tue fatiche questa sarà la strada per superarle e andare avanti.
Grazie mille
Grazie Aurora per quello che ci hai donato. Io non ho la tua età, è passata già da tempo e non ho vissuto tutto quello che ha passato Anna, ma se mi avessi chiesto dell’Amore a 17 anni, beh, avrei risposto esattamente come te. Ma la fiducia e la speranza nell’altro non bisogna mai perderla. Continua a scrivere e a cercare l’Amore anche nelle piccole cose, in un cielo stellato, in un’amicizia profonda, nella lettura di un libro e quando lo troverai, in qualunque sua forma, quando verrà a bussare al tuo cuore, la tua corazza, cresciuta negli anni, si sbriciolerà e tu non potrai far altro che amare.
Grazie Aurora e buona scrittura salvifica!
Grazie queste parole mi rendono molto felice, non credevo di riuscire a trasmettere così tante cose. Veramente grazie mille.
Ciao Aurora,
che racconto fiabesco e faticoso! Hai una bella capacità narrativa e un’acuta sensibilità.
Forse questo può permetterti di sentire l’Amore anche in altre forme, chissà.
Un caro saluto
Grazie per me questo significa molto e forse si, chissà potrei imparare a conoscere diversi tipi di amore.
Ho trovato poetico l’utilizzo della favola che Aurora fa per raccontarsi e raccontare
la storia di una bambina prima e di un’adolescente poi, così carica di vicissitudini ,
cambiamenti dolorosi troppo difficili da fronteggiare per una giovane età. Se riuscire
a raccontarne rappresenta un gran passo avanti, lo sguardo sognante da cui il
racconto è veicolato rappresenta il suo talento, dove la fervida immaginazione, di
Anna e di Aurora, si fa veicolo creativo valore aggiunto bene non secondario; perciò
Aurora, ti dico: mantieni il sogno! E l’amore è sogno …
Grazie mille davvero, ci tengo a precisare che questo racconto l’ho scritto a 15 anni in realtà ad oggi riguardo l’amore ho completamente cambiato idea sono in una relazione da più di un anno e c’è molto amore tra noi e grazie a questa persona ho imparato ad amare ed ad apprezzare di più la vita.Grazie mille.
Grazie mille, ci tengo a precisare che questo racconto l’ho scritto a 15 anni e ad oggi riguardo l’amore ho completamente cambiato idea ho incontrato una persona molto speciale per me che mi ha completamente stravolto la vita e grazie a lei ho imparato ad amare e ad essere amata. Grazie a tutti.
Cara Aurora, ti ringrazio per avere descritto così bene alcune parti che abitano Anna, alcune parti che riconosco in me e in molte altre persone. Hai il dono di leggerti dentro e di portare fuori. È una grande risorsa.
Grazie mille, sono contenta di quello che ho trasmesso.
Non è facile vivere sul confine tra il nulla e l’infinito. È ancor più difficile segnare con le parole questo bilico, come penso abbia fatto tu, Aurora, con candida profondità, delineando quel confine, sul quale si torna e si ritorna irrisolti nel tentativo di imprimere le tracce di un senso
Grazie mille di cuore
Si non è facile vivere su un confine, ma la vita è anche questa, sono contenta della vita che ho fatto fino ad ora che ho 17 anni e non rimpiango niente e non cambierei niente perché so per certo che grazie a queste cose sono diventata più forte. Se la vita fosse sempre facile un po’ ci annoieremo no?
Verissimo. La vita è proprio questa!
La sofferenza se vissuta in maniera profonda e “positiva” ci fornisce i migliori insegnamenti in termini di vita e porta a conoscerci nel nostro intimo. Conoscersi veramente, sapere chi siamo, come siamo, é importante ed é un processo che richiede tempo. Da ciò che leggo c’è un grande lavoro di introspezione emotiva e cognitiva da parte tua ed a 17 anni non é banale, anzi. L’amore invece, c’è dietro ogni piccola cosa se sappiamo scovarlo, non pensiamo ad un’unica e classica forma di amore. Ama incondizionatamente, sorridi, abbraccia le emozioni positive e negative ed anche tu troverai la tua “epoca”. Brava e non perdere questa cosa della scrittura, continua così, un abbraccio.
Cara Aurora,
è raro leggere pensieri così profondi da parte di una ragazzo così giovane.
Hai ben chiaro cosa siano i valori e sai cosa è l’amore. Che tu ci creda o no esiste…esiste nelle tue parole, esiste in te.
Ti abbraccio forte
Grazie, è vero l’amore esiste e grazie alla mia attuale relazione sono stata in grado di capirlo
Ciao Aurora,
Grazie per aver scritto questo racconto… Mi hai fatto emozionare.
Hai una capacità narrativa fantastica e riesci ad entrare nel cuore di chi legge.
L’adolescenza non è un periodo facile ma vedrai che anche tu riuscirai a trovare la felicità che meriti!
Sono davvero contenta di aver trasmesso queste emozioni, grazie mille
Ciao Aurora
Complimenti per il tuo racconto
Mi hai fatto emozionare…
Pur avendo avuto un passato non facile, per la tua giovane età, hai trovato la forza e il coraggio di scrivere la tua storia.
Credo che tu abbia il dono di trasmettere le emozioni tramite la scrittura …continua così che sei bravissima!
Spero che trovi quanto prima la felicità che meriti!
Grazie anche a me fanno emozionare i vostri commenti perché la scrittura è sempre stato il mio modo di esprimermi e leggere che riesco davvero a trasmettere ciò che voglio per me è veramente un grande traguardo
Davvero complimenti Aurora, è uno storia molto significativa, toccante che può arrivare ed aiutare ragazzi in difficoltà per sentirsi meno soli. Grazie ancora del bel significato che hai trasmesso.
Spero davvero che questo possa aiutare qualcuno, sarebbe una cosa davvero stupenda per me, grazie mille
Complimenti Aurora sia per come hai espresso il tutto ma soprattutto per quello che hai lasciato in questo blog.
Non è facile parlare di certe tematiche e te lo hai descritto e portato al meglio.
Un abbraccio e un forte in bocca al lupo per il domani
Grazie mille
Bellissima storia. La tua sensazione è molto comune quindi non sentirti sola. Ognuno puó colorare il suo piccolo universo delle cose che ama, partendo da quelle più piccole, vedrai che poi arrivano anche quelle più grandi. Anche l’amore. Che non sarà quello dei film, ma sarà altrettanto bello!
Ho imparato cosa sia l’amore è devo dire che ne sono molto contenta perché ho scoperto un sentimento a me sconosciuto grazie ad una persona che amo veramente incondizionalmente
Carissima Aurora, attraverso il tuo scritto sei riuscita ad esprimere la grande sensibilità che abita il tuo cuore.
Grazie perchè con le tue parole sproni tutti noi ad aprirci al prossimo e ad amarlo.
Sono felice, ho imparato che bisogna sempre aprirsi al prossimo e ad amarlo ma per noi stessi non per altre persone, soltanto per noi stessi. Grazie mille
Ciao Aurora
Abbiano ballato con i nostri cuori e mi ha emozionata così tanto.
Sono fiera di te che così giovane riesci a esprimere scrivendo ma non avendo paura della tua verità e questo aiuta non solo te ma anche noi che capiamo il dolore !
Brava brava brava
Elisabeth
ciao elisabeth, ti ringrazio veramente di cuore è stato bello poter trasmettere queste emozioni scrivendo e anche ballando insieme su quel palco
Aurora se ti piacerebbe una registrazione con una voce del tuo racconto, sapendo che sono di madre lingua inglese farò il mio meglio in italiano perché ho uno studio a disposizione podrei con piacere farlo.
Elisabeth
grazie si mi piacerebbe molto
Aurora, le tue parole ed il tuo racconto significano coraggio e di questi tempi non è facile avere coraggio.
Il primo amore è amare se stessi per come siamo, per ciò che viviamo, per le emozioni, per le paure, per le gioie che ci fanno essere unici pur vivendo in una società a volte dura e cruda.
Grazie
“Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. [Bob Dylan]
Grazie Aurora per aver condiviso con noi il tuo racconto, le tue emozioni più nascoste.
Non è mai sbagliato credere in qualcosa, soprattutto nella parola amore. Quello che dai, che sia poi accolto o no dall’altro, sarà tuo per sempre.
Appartiene a te, alla tua persona e al tuo modo di essere.
Sei stata bravissima, continua a scrivere e farci emozionare.
Un abbraccio.
“L’amore più forte è quello capace di dimostrare la propria fragilità.”
Graziee
Quando si trova il coraggio per raccontare la propria storia tutto può cambiare, perché proprio nel momento in cui la vita si fa racconto, il buio si fa luce ed è quella luce che ti indica la strada. Il primo amore Aurora sarà sempre per te stessa, amati sempre in ogni istante, amati quando non ti senti sufficientemente forte, amati quando pensi di sentirti sbagliata, amati quando ridi o piangi, ama le tue debolezze perché nessuno è invincibile, amati quando ti svegli con il cuore colorato ma fallo anche quando così non è e sopratutto continua a correre sui verdi prati a sognare e sentirti libera. Complimenti per come sei riuscita in un semplice scritto ad entrare così nel profondo. Continua a curare questa tua passione getta sempre il cuore oltre l ostacolo.
Grazie, lo faro
I minuziosi dettagli che utilizzi per descrivere personaggi e fatti rendono il tuo racconto davvero coinvolgente. L’introspezione di Anna verso la sua vita è simbolo di una buona intelligenza emotiva, la quale è in grado di aiutare il lettore ad accettare i suoi difetti, favorendo in lui una maggior coscienza di sé. 🙂
Grazie davvero
Complimenti Aurora! Che la tua immaginazione possa sempre guidarti nella vita ed ispirarti per scrivere altri racconti così appassionati. È stato un piacere leggerti!
Grazie
Grazie mille
Bellissimo e commovente
Grazie
Brava Aurora! Continua a scrivere, butta giù tutto ciò che ti passa per la testa. Non smettere mai, perché quello che hai dentro merita di venir fuori e di trasformarsi in qualcosa di meraviglioso.
Grazie ivan, lo farò
Il racconto è chiaro e pieno di emozioni tra amore e rabbia, utilizzare la scrittura come mezzo per comunicare il sentire e’ un metodo eccellente che tutti noi dovremmo utilizzare. Brava Aurora continua a scrivere 🦋⭐️
Grazie mille
Bellissima toccante e profondo Aurora.
Doloroso e pieno di speranze. Anna ha conosciuto l’ Amore. Perché esso ha forme diverse. Amore per la famiglia, amore e’ la fiducia nel futuro, in se stessa dopo aver toccato il punto di delusione e disperazione totale. Amore per la vita nonostante il dolore. È stato un capitolo molto tosto. Ce se ne esce migliori. Andrà tutto bene per Anna. Vedrai.
Grazie mille
Ciao Aurora , le tue parole arrivano diritte al cuore ! Sei una ragazza speciale credi in tutto ciò che fai 💪non smettere mai di sognare ti auguro che tu possa realizzare i tuoi sogni 💙
Grazie 💙
Cara Aurora le tue parole arrivano diritte al cuore ; non smettere mai di sognare , credi in te perché sei una ragazza speciale ! Auguri x tutto 💙
Profondo e toccante.
Scrivere è un’esplorazione e con questo racconto ci hai dato tanto e hai dato tanto altro a te stessa.
Continua cosi Aurora.
“La giovinezza è il tempo del possibile.
In cui puoi possiamo prendere la forma di ogni sogno.
E scoprire che ha la nostra stessa taglia.”
(Fabrizio Caramagna)
Grazie davvero
Dolce Aurora,
Il racconto che ci hai regalato è così prezioso che mi viene solo voglia di chiederti scusa…le ferite guariscono, l’amore già sai che torna e tornerà sempre, crescerai e lo stai già facendo….ma da “adulta” faccio parte di quel mondo che ti ha ferita,delusa o anche solo non ti ha saputo ascoltare nei momenti giusti e regalare una spensierata fanciullezza..da madre ho fatto sbagli che pagate voi figli e per la vostra purezza credete anche sia colpa vostra…non è così Aurora…ogni adulto che ‘tradisce ‘ una giovane testa forse ha dimenticato o mai risolto i problemi col suo adolescente dentro… ricordalo…
Grazie vale sono delle parole bellissime, nessuno deve chiedermi scusa è la vita
Cara Aurora grazie per aver condiviso con noi questa storia così intensa e ricca di emozioni e vissuti. E’ una storia molto commovente e sei riuscita attraverso le tue parole a commuovermi, le emozioni arrivano dritte al cuore.
Condivido il tuo pensiero che il raccontare (e aggiungerei anche il condividere) il proprio stato d’animo sia una forma per ricominciare ad essere felice e non smettere mai di sognare.
Complimenti per la tua capacità introspettiva.
Spero di continuare a leggerti ancora.
grazie mille
Una storia di sofferenza ma anche di crescita molto significativa,non deve essere stato facile mettersi a nudo così. Non è l amore che non esiste siamo noi che lo perdiamo
ma lui c è nonostante noi.Ti auguro di ritrovarlo..perché è l unica cosa vera che resta dopo questa caotica e incasinata ma benedetta vita. Non perdere la speranza anche se a volte non è semplice. Complimenti !!
Grazie