La protezione civile compie 30 anni
La Protezione Civile, composta dai Vigili del fuoco, dalle Forze armate, dalle Forze di polizia, dal Corpo forestale, dai gruppi nazionali di ricerca scientifica come l’Istituto nazionale di Geofisica, dalla Croce rossa, dalle strutture del servizio sanitario, dal (CAI) corpo di soccorso alpino e dalle tante organizzazioni di volontariato, nasce il 30 giugno 1981 subito dopo l’evento di Vermicino in cui Alfredo Rampi perse la vita ‘‘inghiottito’’ da un pozzo stretto meno di 30 centimetri e profondo 80 metri. Nel giro di poche ore dall’evento, erano presenti sul luogo i soccorritori dei vigili del fuoco, speleologi, geologi, cittadini comuni e ognuno poteva affacciarsi sul bordo del pozzo e portare il suo contributo sia con proposte sia con azioni vere e proprie tanto da arrivare anche a dissidi veri e propri tra i soccorritori in merito alla correttezza delle tecniche proposte. Occorre aggiungere che le notizie trasmesse dai notiziari televisivi provocarono l’arrivo di una folla di curiosi, calcolata in circa 10.000 persone, che riempi tutta l’area interessata dall’evento interferendo negativamente con l’operatività dei soccorsi stessi.
Il giorno successivo, il Presidente Sandro Pertini volle rendersi direttamente conto della tragedia e dell’andamento delle operazioni in atto e giunto sul posto incontrò la signora Franca Rampi, mamma di Alfredino. Quello che accade in seguito è cronaca ma mi preme sottolineare il tentativo messo in atto dal signor Angelo Licheri, un grande uomo che grazie al suo infinito coraggio ed alla sua statura minuta si infilò a testa in giù in quel piccolo foro, percorrendolo per circa 60 metri fino a riuscire a raggiungere Alfredino ma, purtroppo, i suoi tentativi di salvarlo, fallirono.
Quanto avvenne in quei giorni e le analisi successive, misero in evidenza una grande mobilitazione spontanea di cittadini affluiti per mettersi a disposizione e “dare una mano” evidenziando che ciò che mancava non era la solidarietà della gente, bensì un sistema organizzato che sapesse impiegarla, coordinarla e valorizzarla. Fu proprio il Presidente Pertini, resosi personalmente conto di ciò, a comunicare telefonicamente, poco tempo dopo alla signora Rampi, di aver deciso di istituire un ministero della Protezione Civile con il compito di gestire un sistema coordinato di esperienze e competenze in grado di agire in modo coordinato in caso di emergenza mettendo contemporaneamente in campo azioni prevenzionali sulla gestione dei rischi.
Dopo i fatti di Vermicino è iniziata l’ascesa del volontariato di Protezione civile, espressione di una moderna coscienza collettiva del dovere di solidarietà, unita dal comune senso dell’urgenza di soccorrere chi ha bisogno e di affermare il diritto di essere soccorso con la professionalità di cui ciascun volontario è portatore. Negli ultimi anni, la legislazione ha riconosciuto il valore del volontariato associato (legge quadro 266/91), come espressione di solidarietà, partecipazione e pluralismo, incoraggiandone e sostenendone sia la cultura che lo sviluppo organizzativo e nel 1992, con la legge 225/92, fu istituito il Servizio Nazionale della Protezione civile, che riconobbe anche alle organizzazioni di volontariato, il ruolo di “struttura operativa nazionale”. Una macchina operativa composta di eccezionali competenze dotata di mezzi e apparecchiature all’avanguardia e capace di esprimere solidarietà, senso civico e spirito collaborativo, all’interno della quale esistono tutte le professionalità della società moderna, insieme a tutti i mestieri; questo mix costituisce una risorsa, sia in termini numerici che qualitativi, fondamentale soprattutto nelle grandi emergenze, quando il successo degli interventi dipende dal contributo di molte e diverse specializzazioni (dai medici agli ingegneri, dagli infermieri agli elettricisti, dai cuochi ai falegnami).
Personalmente ho vissuto l’evoluzione della Protezione Civile sin dall’inizio quando, per puro caso, mi trovai a Vermicino nelle ore di accadimento dell’evento e affiancando da allora la progettualità del Centro Alfredo Rampi partecipando in modo attivo alle diverse attività ludico operative del N.O.A.R. (Nucleo Operativo Alfredo Rampi) e dello P.S.I.C.A.R. (Psicologi delle Emergenze Alfredo Rampi) rilevando i fabbisogni formativi dei soggetti a vario titolo coinvolti nelle attività, progettando, promuovendo ed espletando specifici corsi e simulazioni, erogati con l’obiettivo di favorire lo sviluppo crescente di una cultura della sicurezza che deve appartenere a volontari e Preposti i quali, per essere sempre pronti ad affrontare il loro compito, devono essere in possesso delle capacità e dei requisiti professionali necessari allo svolgimento dell’attività e debbono frequentare specifiche sessioni formative e addestrative come la prevenzione incendi e lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi in caso di pericolo grave ed immediato, il salvataggio, il primo soccorso e comunque la gestione di qualsiasi evento emergenziale si possa loro presentare.
Un esempio di quanto affermato è la recente pandemia planetaria causata da Covid19 che ha visto l’immediata attivazione di tutte le risorse umane della Protezione Civile che, affiancate al personale sanitario, hanno rappresentato un punto di riferimento per tutti, cittadini e infrastrutture, garantendo la funzione primaria di salvaguardia dell’integrità della vita e della comunità. Questo evento si è subito configurato particolarmente ampio e articolato ed i volontari, adeguatamente formati e addestrati, si sono concentrati a dare la priorità nella gestione della fase di emergenza adoperandosi nell’attività di riduzione dei rischi e nella pianificazione di ogni altro aspetto non strettamente legate al problema sanitario.
Tanti auguri alla Protezione Civile ed a tutti i Volontari che ne fanno parte. Donne e uomini che vestendo divise dotate di colori accesi come evidenziatori non intendono mettere in risalto la loro persona fisica, ma rendersi visibili e facilmente individuabili a chiunque abbia necessità di attingere alla loro professionalità ed al loro valore umano, rappresentando per tutti un sicuro punto di riferimento, di appoggio e di sostegno. Nelle polveri delle macerie, nei momenti di disorientamento, nelle oscurità, quando tutto sembra perduto, la vista di quelle divise e la mano tesa che da esse si protende verso te, rappresenta la salvezza.
Renzo Tiberi





































Anche la Croce Rossa nasce dall’intuizione di Henry Durante e dalla necessità di organizzare la disponibilità di volontari.La vocazione è indispensabile,ma non è sufficiente. Occorre sviluppo delle competenze specifiche e capacità di lavorare in team. La Protezione Civile ha raccolto egregiamente il mandato della Nazione e ha creato una organizzazione di cui tutti possiamo essere orgogliosi.
*Correggo il correttore……., la Croce Rossa fu voluta e promossa da Henry Dunant, ( no Durante. .) Nel 1864 a ragione della battaglia di Solferino ” Un Ricordo da Solferino” è il testo che contiene la storia che diede origine all’idea .
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