Nel tempo sospeso. Pandemia e guerra: esperienze di psicologia delle emergenze – A cura di Rita Di Iorio
In questo volume vengono analiticamente descritte le attività svolte dai soccorritori nelle ultime emergenze, che permetteranno ai lettori di avvicinarsi alle emozioni dei pazienti, delle vittime, dei profughi, degli utenti e dei soccorritori stessi. Il libro contiene preziosi contributi di psicologi italiani e stranieri (belgi ed ucraini) che sono stati impegnati negli interventi di psicologia dell’emergenza per soccorrere le vittime della pandemia e i profughi della guerra in Ucraina. Contributi che descrivono non solo le metodologie di intervento, ma soprattutto le esperienze vissute tanto dai soccorritori che dalle vittime, tanto dagli psicoterapeuti che dai pazienti. Esperienze che rappresentano uno stimolo a prendersi del tempo per riflettere sull’accaduto e sulle conseguenze che la pandemia e la guerra hanno causato e ancora stanno producendo sui cittadini e sui professionisti dell’aiuto. Il libro è un ricco caleidoscopio di esperienze d’intervento con persone di diversi target di età (dai bambini, dagli adolescenti agli anziani) e in diverse condizioni (dai profughi alle persone con diverse disabilità) realizzati in diversi contesti, dall’ospedale ai centri per ragazzi, dalle associazioni agli studi privati, da Centri di ascolto psicologico da remoto per le vittime della pandemia ai Centri di accoglienza per i profughi.
Rita Di Iorio
Psicoterapeuta indirizzo psicoanalitico, psicosomatista, coordinatrice degli psicologi delle emergenze del Centro Alfredo Rampi, direttrice del Corso Internazionale di Alta formazione in psicologia delle emergenze organizzato dal Centro Alfredo Rampi. Componente Comitato Scientifico- GdL “Psicologia dell’emergenza e Psicotraumatologia” dell’Ordine degli Psicologi del Lazio. Presidente Onorario del Centro Alfredo Rampi. Consigliere Consiglio Indirizzo Generale ENPAP. Responsabile di redazione di “Conosco imparo prevengo”, rivista on line di psicologia dell’emergenza, protezione civile, sicurezza. Autrice e coautrice di diversi volumi di psicologia dell’emergenza tra i quali: Coautrice con Daniele Biondo di Terrorismo e giovani. La prevenzione della seduzione fondamentalista in una prospettiva psicosociale, edito da Franco Angeli, 2019; con Anna Maria Giannini Stare con il dolore in emergenza. Soccorritori, vittime e terapeuti, edito da Franco Angeli, 2018; con Daniele Biondo Psicosoccorso- Dall’incidente stradale al terremoto, edito da Magi, 2011.




Cara Rita, Caro Daniele,
Confesso che non ho letto di un fiato il libro, ho lasciato decantare argomenti e poi riletto alcuni passaggi, me lo sono goduto insomma. Lo trovo carico di memoria reale, da trasmettere ai nostri nipoti e pronipoti, memoria di una testimonianza riguardo un evento planetario che, a differenza di quelli accaduti anteriormente, è stato amplificato ed esaltato come non mai dalla comunicazione attraverso le nuove tecnologie e le nuove forme di comunicazione.
2019/2022….Periodo molto buio e, per riflesso, la mia mente ha collegato il fenomeno di questa pandemia all’episodio accaduto nella guerra civile spagnola, il bombardamento su Guernica, immortalato nel capolavoro di Picasso, bombardamento all’epoca giudicato un cinico esperimento, il coinvolgimento dei civili nel conflitto, bombardando le loro case, le loro terre, i loro beni, i loro cari. Volevano verificare l’effetto del terrore e dell’orrore nel risultato finale della disputa.
La pandemia ha paralizzato il mondo, spaventando l’umanità, ma, temo anche, dato ampio spazio alla speculazione economica. Aziende farmaceutiche, aziende sanitarie, aziende private, coinvolte in affari avvolti dalla nebbia dell’emergenza, “affari” su cui ancora deve essere fatta chiarezza. Sul tema politica, neanche mi abbasso a fare commenti.
Una cosa è certa: non può essere cancellato o “dimenticato” il sacrificio di eroi che si sono sacrificati per tenere fede al giuramento che li guida, medici, infermieri, oss, personale tutto di ospedali e centri di accoglienza o di degenza. E neanche può essere dimenticato lo sforzo di volontarie e volontari di organizzazioni no profit che si sono adoperate per garantire UMANITA’ alla popolazione.
Confesso che avevo scritto una pagina per questa mia umile testimonianza, ma mi sono
accorto che stavo raccontando la mia storia di pandemia in prima linea. Invece voglio testimoniare che, se non ho dimenticato, ho messo da parte quei tre anni di “sopravvivenza”
Forse per continuare a vivere. Accettati, ma non giustificati, accantonati, ma non dimenticati, superati, ma chissà se metabolizzati.
Grazie a tutti voi inizio a comprendere quanto sia complessa la psiche e allora mi chiedo dove, e quando, sfoceranno i traumi subiti fra le nuove generazioni, e se siamo ancora in tempo ad aiutare ”le bambine e bambini e ragazzi e ragazze” a superare con i minori danni collaterali possibili, lo sconcerto provocato da una minaccia di morte, minaccia che è stato il subdolo messaggio quotidiano dei media rivolto a “bambine e bambini, ragazze e ragazzi” per tre anni rinchiusi, in attesa che le multinazionali farmaceutiche aprissero “le porte delle arche” per farci salire ad uno ad uno, a seconda dell’età, del ruolo, delle conoscenze, delle amicizie, e navigare verso un’illusione di salvezza umana prodotta dall’uomo, il VACCINO….
La seconda parte, relativa alla guerra , la guerra qui a casa nostra, mi ha riportato alla memoria mio padre, combattente polacco nella seconda guerra mondiale. Per fortuna non può vedere cosa sta accadendo, e non posso aggiungere altro perché sarebbe superfluo.
Ma sono certo che per chi vive la sofferenza dell’emigrazione bellica e ambientale, è un conforto ricevere aiuto, ma certo è anche che l’aiuto non può essere sempre emergenziale, l’aiuto deve avere basi solide, vocazione, competenza, impegno, umanità, solidarietà.
Grazie a persone speciali, si riaccende la speranza, ed ecco che la formula illusione, delusione, speranza, riprende forma superato il buio, porta l’anima sull’altra sponda, là dove c’è il molo che li attende, per essere accolti in terra ferma, insieme…..
Che capacità richiede scrivere l’essenziale!!! Come invidio (sana invidia) chi riesce a sintetizzare e allo stesso far comprendere i pensieri, che a me richiederebbero ore di riflessioni e confronti.
Ma mi godo il privilegio di leggervi…
Con affetto e gratitudine,