Lidia Ravera-Intervista
Scrittrice e giornalista. ha collaborato a numerose sceneggiature per il cinema e per alcune serie televisive della RAI
Collaboratrice di “l’Unità”, “Micromega” e “Il fatto quotidiano”, Dal 2013al 2018 è stata assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Lazio nella giunta di N. Zingaretti.
Nei romanzi affianca le storie dei suoi personaggi alla descrizione del contesto storico, con una capacità molto raffinata di descrivere raccontare i vissuti e le emozioni.
Dal dizionario Treccani:
Ha esordito nella letteratura nel 1976 con l’inaspettato successo editoriale Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti, scritto con M. Lombardo Radice sotto lo pseudonimo di Antonia, descrizione in termini espliciti di un disagio adolescenziale che trova eco nei successivi Ammazzare il tempo (1978) e Bambino mio (1979), a comporre una trilogia autobiografica collettiva.
Un sostanziale cambio di registro e tematiche è documentato nei successivi Bagna i fiori e aspettami e Se lo dico perdo l’America (1986), divertissements in cui tenta una rilettura di Piccole donne, e più ancora nella trilogia intimista pubblicata sotto il titolo Due volte vent’anni (1992).
Raggiunta una maturità espressiva che supera la prosa di rottura degli esordi, i temi dell’adolescenza e del difficile processo della crescita e dell’invecchiamento tornano, affinati e ormai del tutto compiuti, in Maledetta gioventù (1999) e in Né giovani né vecchi (2000).
Di taglio giornalistico sono Il freddo dentro (2003), disamina letteraria del caso della matricida Erika de Nardo, e In fondo, a sinistra… (2005), raccolta di articoli e scritti sui temi della guerra, del razzismo e della maternità.
Ha collaborato a numerose sceneggiature per il cinema (Porci con le ali, per la regia di P. Pietrangeli, Oggetti smarriti e Amori in corso di G. Bertolucci) e per alcune serie televisive della RAI (Una vita in gioco e Una vita in gioco 2). Tra le sue pubblicazioni più recenti occorre citare: Le seduzioni dell’inverno (2008); La donna gigante (2009); A Stromboli (2010); Piccoli uomini (2011); Piangi pure (2013); Gli scaduti (2015); Il terzo tempo(2017, premio Pavese 2018); L’amore che dura (2019); Tempo con bambina (2020); Avanti, parla (2021).
Questa la sua pagina fb:
https://www.facebook.com/raverafanpage
https://it.wikipedia.org/wiki/Lidia_Ravera
Presentando
Lidia Ravera
di Tito Baldini
Lidia Ravera è una scrittrice, principalmente una romanziera. Ella vive dentro la scrittura, nelle parole. Nelle sue circola il sangue e se le scuoti esce e t’imbratta l’anima. In questa mia devo riuscire a lasciare da parte le informazioni che ricevo dentro dall’averci una relazione di lunga data e dal volerle bene in modo indifeso – cosa affatto semplice nonostante le intenzioni. Come asseriscono Pavese e Hemingway, di uno scrittore si deve considerare la scrittura. Solo la scrittura. Quella di Lidia Ravera ti avvolge subito perché è quotidiana e semplice, spontanea; però non t’informa della sua capacità di scendere e così senza accorgertene ti ritrovi dentro il suo pozzo delle donne, che scopri avere un’acqua e una profondità che sono tue. E là inizia il bello. Inizia perché lei riesce a mettere in parole la tua inquietudine nella sua, direi l’inquietudine del mondo; non importa in quale intreccio narrativo lo esegua ma a un certo punto ti ci trovi dentro e non lo sapevi, non è come in Proust che lo sai fin dall’esordio che da molti anni va a dormire presto la sera. E ha angoscia di notte. Lei no. Lei passeggia sul lungofiume davanti casa in un’apparente semplicità di piccole cose che ricorda Faulkner da lei citato. Ma poi ti rapisce in un vortice. Devo dire di questo vortice: te lo propone in tutti i romanzi o nei romanzi in forma di saggio (come bellissimo Il Freddo dentro). A un certo punto arriva, di solito lo fa finiti i due terzi del testo: il ritmo cambia e si fa intenso in una atmosfera di trasognanza. Tu non ne vuoi uscire perché è roba tua, perché così messa ti fa stare meglio in quanto è uscita in una rappresentazione possibile e formalmente bella. Io di solito rileggo ampliando ellissi di lettura del testo e non arrivo alla fine, rimanendo così nel riccio di quel mare che l’Autrice sa rendere incantevole nella sua agitazione. In quanto espresso c’è la cura dell’anima attraverso la scrittura. Questo ha molto valore per me, ed è il lavoro a cui con dedizione certosina si applica Lidia Ravera.
Videointervista registrata il 4 novembre 2022






























