Dialogo tra generazioni su realtà e assurdità della guerra. Marco Revelli e Paolo Baldini
Registrazione del dialogo tra generazioni su realtà e assurdità della guerra tra Marco Revelli e Paolo Baldini avvenuto in data 20 aprile 2024
Chairman Tito Baldini












Marco Ravelli si presenta a Paolo Baldini chiedendo scusa a nome di tutta la nostra generazione.
Già questo inizio apre ad un ventaglio di pensieri, di vissuti, di ricordi…
La nostra generazione ha lasciato un risultato deludente, è vero, lo è soprattutto per noi che abbiamo lottato per cercare di cambiare le cose e ci siamo impegnati per cercare di arrestare quello che si vedeva venire. Il “nemico” era troppo forte, siamo stati presuntuosi come lo si può essere da giovani, eravamo convinti che il nostro entusiasmo fosse sufficiente a sconfiggere i fantasmi che si stavano trasformando in nuove forme di potere. Poteri che al posto della violenza e la repressione ci conducevano verso la via di nuovi totalitarismi creando il bisogno di oggetti e di status, l’illusione che il possesso fosse la via verso la felicità.
L’analisi impeccabile fatta da Marco Ravelli e da Paolo Baldini, della dimensione dei rischi a cui andiamo incontro, è da brividi, dal nucleare all’ecoansia , “soffia vento di follia nelle cancellerie del mondo” I poteri economici sembrano avanzare senza più ostacoli.
Al realismo di un immenso Marco Ravelli si somma quello di Paolo Baldini, Paolo ama la storia, l’ama come si ama l’arte, e grazie a questa attenta passione, riesce a farci arrivare la sua consapevolezza della drammaticità del momento.
Ma Paolo Baldini riesce anche a aprire alla speranza, lui parla a nome della sua generazione cosi come Ravelli parla di noi del 68, e un cosi attento studioso e osservatore, ci invita a riflettere sull’orrore della guerra, sulla paura della disumanizzazione che considera peggio addirittura della morte. Se questa è la consapevolezza delle nuove generazioni, allora forse l’umanità è salva.
Fino a quando il pensiero si eleverà dal basso , dai giovani, dalla scuola, dalle famiglie, e sarà sostenuto dalla saggezza dei meno giovani, dagli intellettuali, dalla memoria, nessun totalitarismo potrà imperare perchè si troverà di fronte un ostacolo invalicabile, la Resistenza del popolo.
Grazie marco, Grazie Paolo, e grazie anche a te Tito, mi avete emozionato e mi fate ancora sognare, sognare la pace…
E’ un ascolto inevitabilmente su più livelli, dentro la stratificante e stratificata commossa complessità dell’umano: forse si diventa psicoanalisti solo per poterla sentire senza impazzire. E senza turarsi le orecchie. Cruciale lo snodo psico-sociale dell’aggressività, con tutto il tema, inciso nella carne, che rinunciare alla guerra non può significare rinunciare a vivere. Che nasciamo da una ferita che tutta la vita proviamo a volgere in amorosa politica e che, più o meno spesso, si riapre e infliggiamo all’altro… E quant’è importante rappresentare e rappresentar-si il conflitto come possibilità dentro una prassi psichica e civile per non trasformarlo in catastrofe personale e globale! Pensavo questo imbattendomi nella tenerezza e nella profondità, nei misurati travasi di commozione dal magma dell’anima al pensiero limpido, non sporcato dall’esercizio dell’apparire… ché non sai se “ancora grazie” o “ancora scusa”
Grazie a Marco Revelli e a Paolo e Tito Baldini per coltivare la speranza di un dialogo: tra generazioni e tra diversità in generale. Fatica e ricchezza del parlarsi tra un Io e un Altro.
Pensavo all’assurdita citata da Revelli: per senso di colpa verso gli Ebrei in Germania si colpisce un’Ebrea che cerca di mettersi nei panni dei non Ebrei. Ma pensavo anche alla paradossale assonanza tra Liliana Segre che fa i conti con l’assenza di mestruazioni e le giovani palestinesi che oggi fanno i conti con il disagio di non potersi lavare o avere ciò che serve durante le mestruazioni.
Come tenere insieme queste assurde contraddizioni, come cercare di vedere nell’Altro ciò che noi stessi/e siamo stati/e o potremmo essere? Proviamo a mettere parole all’inaudito nel nostro dialogare