La modifica dell’articolo 98 e l’adolescenza. Lettera aperta al ministro Nordio. Tito Baldini
«Il terrore di un bambino in prigione è davvero senza limiti.»
«Un bambino può comprendere una punizione inflitta da un genitore o da un tutore;
ciò che non può comprendere è una punizione inflitta dalla società. Non può capire che cosa sia la società.»
Children in Prison (Il carcere e i bambini, 1897), Oscar Wilde
Distinto ministro Nordio,
professionalmente mi occupo di adolescenti devianti da quasi mezzo secolo. Molti scienziati sociali quali Ugo Sabatello e qui su Psicoanalisi e Sociale Cira Stefanelli e Daniele Biondo le stanno pubblicamente motivando anche con dati professionali la necessità di rinunziare alla modifica dell’articolo 98. Il mio apporto si limita a un invito alla riflessione. La storia delle scienze di settore e la Storia dell’Umanità con voce molto più altisonante della povera mia sono a dirle di rivedere quanto sopra. S’incontrano nel pensiero mio un ampio spettro di discipline quali la pediatria, la neuropsichiatria infantile, la pedagogia, la sociologia e l’antropologia sociale, la storia, la psicoanalisi e la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. Come italiani vantiamo personaggi di importanza planetaria nel campo della pedagogia quali Maria Montessori e i tanti “Don” quali Milani, Bosco, Gnocchi, Mazzi. Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Intellettuali pedagogisti che hanno fatto la storia delle riforme scolastiche nostre imitate nel mondo quali Giuseppe Lombardo Radice poi ampliata dai contributi del figlio Lucio; le posizioni altissime di uomini benedetti quali Danilo Dolci e il suo discepolo Goffredo Fofi. Abbiamo quasi per primi nel mondo realizzato in Italia la neuropsichiatria infantile tramite il visionario e scientificamente operoso lavoro di Giovanni Bollea, il quale creò l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile che fu da guida nel mondo negli anni ’70-’90 del secolo scorso, al cui interno poté svilupparsi il pensiero e l’opera di uno dei più prestigiosi curatori di adolescenti difficili che tanta letteratura internazionale riconosce e rimpiange, Marco Lombardo Radice. Non sto a dirle la letteratura che hanno prodotto e che il mondo ha voluto conoscere e usare. Impegno il suo pensiero sulla riflessione che tutti costoro tramite i propri discendenti, tutte le discipline citate, un mondo che lavora per il bene di tutti noi con umile impegno giornaliero, tutti, stiamo a dirle, che la sua posizione pur autorevole tuttavia risulta sconsiderata e ingenua, come se annullasse centotrenta anni di illustrissimi studi e verifiche condotte con rigoroso metodo scientifico. Da sempre i fenomeni sociali legati all’adolescenza inquieta sono segnali di disagio sociale di ampio spettro, spesso i primi, che, se non ascoltati e bene interpretati possono provocare conseguenze che nei tempi come da noi possono riuscire a mettere in ginocchio lo Stato. Gli adolescenti e le loro reazioni sono cartine di tornasole di malessere sociale; dovere degli adulti è ascoltare, comprendere, proteggere; dovere delle Istituzioni è ricorrere alla cultura di settore e intervenire. Lo faccia. Grazie.
Con rispetto,
Tito Baldini
(Ordinario ed Esperto di Bambini e Adolescenti della Società Psicoanalitica Italiana, Ordinario e Didatta della Associazione Romana Psicoterapia Adolescenza, Presidente portale Psicoanalisi e Sociale)
















Chapeau,spero vivamente che con la spinta di tutti questo scritto arrivi in mano a chi deve riflettere se la propaganda política ha un limite o se l politica tutta è divenuta una scellerata forma di acquisire e applicare il potere ai margini dei più etici principi democratici.
Una profilo chiarissimo della letteratura da non poter ignorare. Grazie per questa pillola indispensabile, speriamo qualcuno la faccia arrivare a chi più serve. E, noi tutti, proviamo a diffonderla quanto più.
Grazie Tito
Grazie, per la puntuale riflessione e ancor più per la sintesi che in questo momento è difficile fare. Vengono alla mente tante voci e idee che avversano questo precipizio.